venerdì 11 ottobre 2013

“REGINA CORDIUM - Blanca Lanza et Federicus Secundus” al Castello di Roccadaspide



Nelle splendide sale del Castello Giuliani già Filomarino Della Rocca a Roccadaspide, il Centro Studi Hemera inaugura la mostra d'arte “REGINA CORDIUM - Blanca Lanza et Federicus Secundus”, a cura di Antonella Nigro, critico d’arte.

Le sezioni in mostra sono ceramica, pittura, moda-costume, scultura.

Gli artisti che espongono:
Erminio Ariano
Emma Belmonte
Antonio Carotenuto
Pasquale Ciao
Giovanni Coscarelli
Carmine D’Amato
Gianfranco Duro
Alessandro Fusco
Antonio Guida
Salvatore Illeggittimo
Michele Mautone
Maddalena Stoppiello
Valentina Vitolo
Rudy Zoppi

Inaugurazione:
sabato 12 ottobre – ore 18,00

La mostra dedicata alla figura di Bianca Lancia, amatissima sposa di Federico II, sarà preceduta dal convegno STUPOR MUNDI IMPERATOR incentrato sulla cultura federiciana.

Relatori:
Anna Giordano
Pasquale Fernando Giuliani Mazzei
Antonella Nigro
Giuseppe Salzano




giovedì 10 ottobre 2013

Una grande rassegna al MARTE di Cava de' Tirreni



LA VERSIONE DI MARTE. 2013/2014 (edizione 5.0)
Libri, incontri d'autore, narrazioni.
Da un concept di Alfonso AMENDOLA
Coordinamento e cura di Davide SPERANZA
Info line: 

Corso Umberto I, 137 - Cava de' Tirreni (SA)

Leggere, oggi, assume un significato preciso: mettersi in rete con il mondo. E non ci riferiamo al web, alla globalizzazione virtuale. Un libro non è altro che una porta spalancata sulla carne viva del contemporaneo. Tullio De Mauro ha più volte detto che “Niente come la lettura di un libro, nell’apparente quiete e nel silenzio, può dischiudere in modo imprevedibile la vista di nuovi orizzonti di vita”. È proprio così. La lettura scandisce il tempo, plasma le generazioni di uomini, le unisce inanellandole le une dentro le altre, disegna con impeccabile cura infinite “esistenze” della società, realizzando una condivisione del pensiero da una parte all’altra del mondo, da un capo all’altro della storia. Dunque, oggi, leggere significa anche non dimenticare ciò che siamo stati, per comprendere come crescere nel presente. La Versione di Marte 5.0 vuole rimanere fedele a questi due principi: condivisione e consapevolezza. Una rassegna letteraria che ha voluto unire trasversali territori dell’editoria italiana, dalle piccole alle grandi case editrici, immaginando l’interazione con le realtà giovanili e pulsanti del territorio e la partecipazione di autori, editori, gruppi teatrali, giornalisti meridionali, linfa vitale di un Sud che vuole connettersi e disvelare le rizomatiche radici che gli appartengono. Ne verrà fuori un quadro approfondito della realtà sociale incistata nel Terzo millennio, storie di ultimi, di non-eroi, specchi di un meridione “commosso” ma con gli occhi sempre vivi e curiosi, come quelli dei bambini che, nella silenziosa lettura della prima lettera dell’alfabeto, gustano la certezza di avere già iniziato a costruire davanti a sé orizzonti di “vita nuova”. Buona lettura a tutti.

7 scrittori, 7 storie, 7 mondi da raccontare. Durante le presentazioni verranno proiettate video-interviste di grandi autori e registi, spezzoni di film che ruotano intorno alle tematiche trattate dai libri presentati al pubblico.

Inoltre, un lettore fortunato tra il pubblico presente in sala potrà vincere un libro scelto dallo scrittore di turno.

Calendario


Venerdì 11 ottobre, ore 19.30
presentazione del libro “200 secondi” di Antonia Dininno ad est dell’equatore
intervengono Piera Carlomagno (giornalista), Rosa Giulio (docente Letteratura Italiana UNISA), Pietro Balzano
Letture a cura di Marcello Andria e Marianna Esposito

Venerdì 25 ottobre 2013 ore 19.30
presentazione del libro “Dio taglia 60” di Gianluca Merola ad est dell'equatore
intervengono Matteo Forte (scrittore), Alfonso Tramontano Guerritore (giornalista)
Letture a cura del “Teatro Grimaldello – Bottega d’attore”

Venerdì 29 novembre 2013 ore 19.30
presentazione del libro “Geografia commossa dell’Italia interna”
di Franco Arminio Bruno Mondadori

Venerdì 10 gennaio 2014 ore 19.30
presentazione del libro “Volevo diventare Picasso, Diario di un artista (precario) del sud”
di Luca Scornaienchi Round Robin Editrice

Venerdì 28 febbraio 2014 ore 19.30
presentazione del libro “Il giorno che diventammo umani”
di Paolo Zardi Neo Edizioni

Venerdì 14 marzo 2014 ore 19.30
presentazione del libro “Pedro Felipe” di Emanuele Tirelli Caraco Editore

Venerdì 9 maggio 2014 ore 19.30
presentazione nuovo romanzo dello sceneggiatore Massimo Cacciapuoti Garzanti
Autore della sceneggiatura del film cult “Pater Familias”,
Cacciapuoti presenterà il suo ultimo libro al MARTE, in pubblicazione nel 2014

Partner Rassegna:
Radio BASE - www.radiobase.fm
Associazione culturale L'Iride - www.irideartecultura.it

mercoledì 9 ottobre 2013

Il concorso più divertente è in proroga... partecipa anche tu!

IL CIELO IN UNA... STRONZA!
Sesta edizione



Sono ammessi soltanto racconti brevissimi di milleottocento caratteri spazi inclusi
Unico argomento ammesso: innamoramento e disinnamoramento, il rapporto di coppia in chiave comico-umoristica.
Nome o nick dell’autore
Facoltativo: breve presentazione dell’autore, suo eventuale sito internet o blog
indirizzo e-mail
Importante: La partecipazione al Concorso è GRATUITA. Non sono ammessi racconti di cattivo gusto: l’intento del Concorso è dare pari dignità ai membri della coppia.
Il giudizio della commissione è insindacabile.
I racconti devono essere inviati entro e non oltre il 15 ottobre 2013 esclusivamente all´indirizzo
occhidiargo@hotmail.it
Premi: Tutti i racconti pervenuti e ritenuti validi saranno pubblicati gratuitamente in un’antologia.
I racconti vincitori saranno inoltre pubblicati su Segnalibri speciali realizzati e distribuiti gratuitamente in tutt'Italia da "Gli Occhi di Argo" e parteciperanno alla serata conclusiva di pubblica lettura che si terrà nell’autunno del 2013 in Campania.

martedì 8 ottobre 2013

Un grande venerdì con i tuoi racconti!



È indetto il Concorso on line I RACCONTI DI VENER dì.
La partecipazione al Concorso è gratuita. Si partecipa con testi inediti (racconti o saggi) di lunghezza max 3600 battute spazi inclusi a tema libero.
Solo per i racconti e saggi selezionati è previsto un contributo di euro 15,00.
I racconti e saggi selezionati verranno inseriti in questo blog, sia nell'home page sia in un'apposita sezione man mano arricchita con i testi di tutti i partecipanti.
Inoltre, ogni testo pubblicato riporterà una breve recensione critica a cura della redazione e il contatto e.mail dell'autore.
Ogni venerdì saranno inseriti nuovi racconti in questo blog e nel mese di ottobre 2013 tutti i racconti selezionati saranno pubblicati in un’antologia cartacea impreziosita da recensioni, commenti, immagini originali, testi dedicati, codice ISBN.
Non c’è nessun obbligo di acquisto dell’antologia I RACCONTI DI VENER dì.
Molte copie saranno inviate ad artisti, critici letterari, organizzatori di iniziative culturali, per dare ulteriore visibilità ai componimenti inseriti.

Per partecipare basta inviare a occhidiargo@hotmail.it  il proprio racconto (LUNGHEZZA MAX 3600 battute spazi inclusi) accompagnato dalla seguente dicitura:

“Dichiaro e garantisco che l’Opera (titolo dell'opera) è di mia creazione esclusiva e di averne la piena disponibilità, nonché la titolarità esclusiva di tutti i diritti alla stessa inerenti, autorizzo l’inserimento e l’uso di questa Opera su tutto il materiale divulgativo evidenziato nel bando I RACCONTI DI VENER dì(blog e antologia)”.
L'oggetto della e.mail deve essere: I RACCONTI DI VENER dì.
Gli autori dei racconti scelti saranno contattati via e.mail.


lunedì 7 ottobre 2013

Lunedì Poesia - Giuseppe Milite



L'isola dei conigli

E i conigli guardavano,
guardavano braccia,
che si protendevano dall'acqua all'aria.
Ah... quant'aria,
agognata e nuova respirare potrei,
basterebbe che quest'acqua,
non mi tirasse giù indifferente.
L'indifferenza ancor m'uccide
mentre i conigli continuano a guardare.

Per contattare l’autore: g.milite@gmail.com

3 ottobre 2013: naufragio nei pressi dell’Isola dei Conigli, piccolo isolotto prospiciente Lampedusa. Uno dei tanti, ma stavolta i morti e i dispersi (altrettanti morti che non avranno nemmeno l’estrema pietà della sepoltura) sono diverse centinaia.

Le parole di Giuseppe Milite sono dure, sono accuse precise e acuminate che semplificano il più possibile – per renderlo maggiormente efficace – il linguaggio, le parole usate. Una sola contrapposizione: l’aria che è vita, l’acqua che è morte. Lo è per l’indifferenza dei “conigli” (ovviamente il riferimento non è agli abitanti e ai turisti dell’isola, sempre più provati e, di fatto, lasciati soli a fronteggiare un’emergenza troppo grande), efficacissima metafora per indicare chi si limita a guardare con occhi grandi e fin troppo (solo) “parlanti”.
I versi di Giuseppe Milite pongono l’accento su quello che è davvero il problema di fondo (tutte le altre considerazioni vengono dopo): l’indifferenza. Passerà anche il clamore di questa tragedia più grande delle altre, ma il problema resterà tale “grazie” all’indifferenza. La voce del poeta cerca di sollevare le coscienze fin dal primo verso, già chiarificatore di tutto il componimento: quel “E i conigli guardavano” denuncia immediatamente la cronicità di una situazione pericolosamente accettata come inevitabile dato di fatto da sempre più persone, da sempre più “conigli”.

Dello stesso autore: Tristezza

Scrivi poesie? Leggi il bando di Lunedì Poesia

Per i tuoi racconti brevileggi qui il concorso adatto per te!


domenica 6 ottobre 2013

A Caleidoscopio "Viva Verdi"!



Viva Verdi a “Caleidoscopio”

La musica operistica sarà la protagonista dell'appuntamento settimanale sul sito Internet www.radiopnr.it. Nel Caleidoscopio che andrà in onda alle ore 20,30 di domenica 6 ottobre, il conduttore Andrea Bobbio proporrà la prima delle due trasmissioni dedicate al “Cigno di Busseto” e preparate dalla regista Miranda Scaglioti per celebrare il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi.
Si potranno ascoltare brani tratti da: "Nabucco", "I Lombardi alla prima crociata", "Rigoletto", "Il Trovatore", "La forza del destino" e "Aida".
L'appuntamento è quindi fissato per domenica sera oppure, in alternativa, martedì 8 ottobre, sempre alle ore 20,30.


Nuova Radio Pieve – www.radiopnr.it (per l’ascolto cliccare su “Radio PNR Live – Ascoltaci in streaming”)

sabato 5 ottobre 2013

Nuovo, interessante corso esperenziale a Capaccio (SA)



Casa di ospitalità S. Antonio        
Convento dei  Frati Minori  Capaccio (SA)                                             
Luogo che favorisce la pace dell’anima e la riflessione,  con lo sfondo  della valle dei templi di Paestum, il santuario della Madonna del Granato e il monte  Calpazio.
                       
La cura della salute        
Tecniche psicologiche ed omeopatia
Corso esperenziale in convento

La salute è un dono. Un dono che deve essere coltivato in modo attivo. Sono doverosi per noi la collaborazione e lo sforzo per conservarla e recuperarla. Nello stesso tempo ce la dobbiamo augurare come dono del cielo e della vita. Quando nonostante l’impegno della nostra libertà e la ricerca dell’apporto dei fattori determinanti la salute,  ci visita la malattia, non dobbiamo perdere la calma né cadere in sensi di colpa, perché possiamo dirci “Ho fatto tutto quello che ho potuto” (L. George Gonzales 2003). Dio che limita il suo potere terapeutico secondo le leggi e l’ordine che stabilì nella natura  ci rivela indirettamente che in questa ha seminato risorse e potenzialità in vista della salute.  Prenderemo in considerazione alcune di queste risorse poste nella natura e che l’uomo ha scoperto e sviluppato: piante, fiori e tecniche psicologiche.  
Questo corso esperienziale in convento, con l’aiuto del silenzio, dello  scenario naturale e storico di Paestum di grande bellezza, avrà l’obiettivo di acquisire alcune conoscenze, modalità e tecniche per favorire l’equilibrio corpo-mente-spirito.
Conosceremo e rifletteremo su: la visione olistica della salute: il corpo non è scisso dalla mente e corpo e mente non sono separati dallo Spirito, così l'Essere umano non è disgiunto dai suoi simili, dalla natura, da tutto quanto lo circonda, ci soffermeremo in particolare sui fattori psicologici (pensieri ed emozioni positive, credenze, relazioni affettive ecc.)    Omeopatia: L'etimologia del nome "omeopatia" viene dal greco "homoion" (simile) e "pathos" (malattia). Questa terapia consiste nel curare il malato con un medicinale(estratti di vegetali e minerali) che produrrebbe in un essere sano gli stessi sintomi della malattia. Questo è il primo principio: il principio della similitudine. Il secondo principio: la diluizione. Il principio attivo che produce la malattia deve essere diluito per avere la minore concentrazione possibile, perché una dose infima possiede delle virtù guaritrici maggiori. Terzo principio: processo di scuotimento. I prodotti omeopatici non hanno, secondo Hahnemann, un effetto chimico, ma un effetto dinamico, perché entrano in gioco delle forze esterne. Il rimedio omeopatico ha come fine ultimo quello di ricondurre l’organismo al punto iniziale, ripristinando la forza vitale, eliminando la condizione di malattia e stimolando direttamente il nostro sistema immunitario  rispondere all’agente che ha determinato lo squilibrio. 
Sperimenteremo: tecniche di meditazione e di rilassamento in particolare: il Training autogeno di Schultz (esercizi inferiori con frasi di proponimento e visualizzazione):metodo di auto distensione da concentrazione psichica” che svolto ogni giorno consente di acquisire un rilassamento fisico e mentale che faciliterà varie situazioni. Può migliorare la qualità del sonno, rinforzare l’autostima, smorzare le reazioni emotive, orientare la concentrazione, migliorare le prestazioni sportive, lavorative ed altre. Questo metodo è impiegato anche, nel trattamento di: ansie, panico, fobie e disturbi psicosomatici e nel rafforzare le cure mediche di malattie fisiche.

Programma:
Domenica 27 ottobre 2013
Mattina: Omeopatia ore 9,30 inizio corso - ore 11,30 coffee break ore 11,45 ripresa corso - ore 13,30 pranzo
Pomeriggio: fattori psicologici per la prevenzione e la cura delle malattie- tecniche di meditazione e di rilassamento ore 14,30 ripresa corso - ore 16,00 coffee break - ore 16,15 ripresa corso - ore 18,00  Santa Messa(chi vuole partecipare)

Il pranzo sarà  con cibi della dieta mediterranea.

Sabato 26 ottobre è possibile soggiornare in convento dedicandosi:
- al trekking: raggiungendo una fattoria che vende prodotti tipici, se con guida e pranzo il costo è di 30 euro
- alla visita: del Centro storico di Capaccio Paese, del Santuario della Madonna del Granato, del museo e degli scavi di Paestum, se con pulmino e guida  il costo è da quantificare in base al numero dei partecipanti 

Relatori
- Dr. Nicola Di Novella, laureato in Farmacia – direttore scientifico del Museo delle Erbe di Teggiano e del Museo Vivente Itinerante delle piante coltivate delle Antiche Coltivazioni del parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano.  Esperto di fitoterapia e preparazioni e rimedi di origine vegetale, aromaterapia, omeopatia, floriterapia con i fiori di Bach, cosmesi naturale, tinture naturali di origine vegetale, piante alimentari della flora selvatica

- Dr.ssa Patrizia Del Verme, laureata in Psicologia all’Università “La Sapienza” di Roma, è specializzata in psicologia clinica e psicoterapia ad orientamento psicoanalitico e in varie tecniche psico-corporee e di rilassamento. Svolge da circa trent’anni attività clinica. Attualmente responsabile dell’U.O. di Psicologia dell’ASLSA distretto Sanitario di Capaccio(SA). Autrice di varie pubblicazioni in campo psicologico.
Sede del corso: Casa di Ospitalità S. Antonio Convento dei Frati Minori Capaccio Paese(SA)

Prenotazioni (entro il 21 ottobre) fino ad esaurimento posti: è possibile scaricare il foglio apposito dal sito: www.casaospitalitasantantonio.eu 
Per informazioni  Tel.: 0828/1890457 - 339/4455745 e-mail: infocorsiconvento@virgilio.it

-          Per la partecipazione al corso è richiesto il pagamento di 45 euro( 30 quota corso + 15 pranzo e coffee breaks) o di 15 euro per mezza giornata di corso  tramite bonifico bancario intestato a:  Prov. Religiosa Salernitano - Lucana dell'Immacolata Concez. dei Frati Minori, Via Convento, 2 - 84081 Baronissi (Sa) BCC di Capaccio filiale di Capaccio Scalo EU IBAN: IT53 P084 3176 1400 0000 1401 690. Va specificata la causale del versamento “ corso la cura della salute” ed  inviata  tramite fax N. 0828/1890186 copia del bonifico e del modulo di prenotazione(specificando l’adesione ad un’eventuale escursione). È previsto uno sconto di 5 euro a persona sulla quota corso, per famiglie o gruppi di almeno 4 persone. Se si rinuncia al corso la quota verrà restituita eccetto quella del pranzo.
Per chi vuole soggiornare in convento nella giornata di sabato, il pernottamento con pranzo e cena è di:
-          60 euro a persona in camera doppia o tripla con bagno interno (disponibili soltanto sei stanze)

-          50 euro a persona in camera singola o doppia con bagno esterno. 

venerdì 4 ottobre 2013

I RACCONTI DI VENER dì - Enrico Giuliano



Il volo di Khair e di Najm


Autore: Enrico Giuliano


Khair, l’uccellino dal petto azzurrino e da una macchia gialla tra gli occhi, volteggiava nella sua piccola gabbia illuminata dal sole.
Conosceva ogni angolo di quella maledetta stanza!
La polvere che come miliardi di stelle brillava nella luce e piroettava ad ogni leggero spostamento d’aria.
I volti sorridenti della mia famiglia e dei miei cari, impressi su fotografie ritagliate e incollate su un grande quadro, appeso al muro logoro, accanto a me.
Condivideva ogni mio gesto, lo strepito del tornio, il suono delle mie mani mentre modellavano i vasi di terracotta.
Conosceva il mio segreto e a volte sembrava piangere insieme a me!
Era una vecchia gabbia di metallo arrugginito appesa vicino alla finestra, dalla quale però poteva sentirsi libero di volare in quel paesaggio appena fuori!
Come lui, anch’io ogni tanto alzavo lo sguardo verso l’orizzonte e sognavo!
Come Khair, nei sogni ero libero di volare, toccare l’erba profumata, giocare coi miei figli, ammirare i fiori colorati, danzanti al cospetto del Dio Sole. Sentire l’acqua impetuosa del ruscello saltellare tra le verdi rocce e giocare con i pesci. Potevo finalmente sorridere lontano dagli orrori di quella guerra! Quella guerra assurda che aveva distrutto la mia famiglia!
Ma quella luce interiore, quella vana illusione ben presto svaniva, come la fiamma di un misero zolfanello.
E così mi ritrovavo solo, seduto al mio sgabello con la schiena curva e le mani ruvide a decorare cocci.
Ora quello era il mio mondo, la mia vita, tutta racchiusa in quel fosco vano.
Ero parte integrante di quell’ambiente, ero anch’io una ceramica!
L’odore della mia pelle ricordava la terraglia e il pulviscolo si addormentava placidamente sulle mie gambe. E come quelle maioliche dentro mi sentivo vuoto dove la voce si spegne in un tonfo sordo.
Quella mattina le nuvole avevano coperto il cielo come a privare il sole da un infausto presagio.
Aprii la finestra e subito un alito di vento gelido entrò nel locale vibrando fra gli oggetti e animando le fotografie. Agitava i detriti che ruotavano come acrobati del circo sui trapezi arerei. La corrente infuriava intonando un mesto canto.
Aprii la gabbia del mio caro amico che rimase immobile a guardarmi coi suoi piccoli occhi scuri, incredulo.
Sorridendo dissi: “buon viaggio amico mio”. Il volto si irrigidì come una lastra di ghiaccio mentre la mia mano strinse il capestro.
Lentamente salii sul vecchio tavolo di legno che gemette dallo sforzo, chiusi gli occhi e volai dentro i miei sogni.


La scrittura di Enrico Giuliano ci parla efficacemente dell’incanto, della forza del particolare che illumina la “scena” della quotidianità. La macchia gialla tra gli occhi, la polvere sospesa nell’aria, l’odore della pelle, tutto concorre a ben delineare l’atmosfera cupa, pesante e aperta alla tragedia che il racconto vuole trasmettere.
L’insensatezza della guerra, dell’odio che non conosce tregua, balzano agli occhi del lettore con una particolare vividezza, in contrasto con la quiete interiore di un animo che non sopporta più l’assenza delle persone amate.
Dal contrasto vita/morte Enrico Giuliano fa scaturire un insegnamento profondo, lasciando però al lettore la scelta del giudizio finale. La splendida immagine del tavolo che geme è il lamento della vita mentre la morte si fa avanti: l’una all’altra, poi parallele, e poi ancora a intrecciarsi.

Per contattare l’autore: gico.art@tiscali.it  

Ecco il concorso giusto per chi scrive racconti. Leggi in bando!
Per le tue poesie c’è Lunedì Poesia


giovedì 3 ottobre 2013

Per una poesia irriconoscibile - Andrea Inglese


Ecco un interessantissimo articolo sulla poesia contemporanea di Andrea Inglese, segnalatoci dall'amico poeta e scrittore Ermanno Crescenzi, tratto dal sito "Nazione Indiana".

Cosa ne pensate?

Per una poesia irriconoscibile

«[...] la scrittura poetica si pone non solo in conflitto con l'ideologia dominante e i suoi modelli di percezione della realtà, ma anche con qualsiasi discorso "edificante"...». [Andrea Inglese]
di Andrea Inglese

C'è qualcosa di così palesemente inattuale nella figura del poeta da renderla nonostante tutto ancora allettante e carismatica. Nessuno sa più bene cosa farsene, ma sembra impossibile rinunciarvi una volta per tutte. Ciò dipende, credo, da una buona ragione. Si percepisce oscuramente che il poeta è un po' l'antitesi degli eroi del nostro tempo: i manager, gli imprenditori, le star dello sport e dei media di massa, gli scrittori di best-seller planetari.
D'altra parte, la poesia nella sua forma moderna, ossia lirica, nasce con questa precisa connotazione ideologica: nella metropoli ottocentesca, l'attitudine del poeta, almeno da Baudelaire in poi, si costruisce per opposizione a quella dell'uomo d'affari; da un lato, l'enunciato lirico che corrisponde alla singolarità di un oggetto o di un'esperienza, dall'altro, il denaro come equivalente universale e la ratio economica che ne governa l'uso[1].
A questa buona ragione, però, se ne aggiungono alcune cattive, che contribuiscono a mantenere vivo, seppure in modo intermittente e disinvolto, il culto del poeta.
Le pagine culturali dei quotidiani ce ne forniscono alcuni esempi quando saltuariamente decidono di evocare le bizzarre vicende biografiche di un poeta defunto, oppure di onorarne la senile saggezza. L'antitesi di cui sopra, con tutto ciò che implica di irrisolto e problematico, diviene nella versione giornalistica una pacifica divisione del lavoro: al poeta, il privilegio di predicare e di promettere un supplemento d'anima, a tutti gli altri di dedicarsi impietosamente, per quanto è possibile, alle carriere redditizie e ai lauti consumi.
Da qui una convinta retorica della resistenza, che piace molto ai poeti del nuovo secolo, giovani e meno giovani. Ecco allora la poesia farsi custode di autenticità, di valori antichi (bellezza formale), di cura artigianale per il linguaggio, di rurale immaginazione, ma anche di civili indignazioni e velleità epiche. Di fronte alle minacce dell'incultura e dello spettacolo ad oltranza, la poesia sarebbe l'espressione, e dunque la garanzia, di una qualche incontaminata interiorità: sentimenti schietti, immagini profonde, significati ultimi.
Questo vario fronte poetico, che resta in qualche modo dominante in Italia, e soprattutto ben riconoscibile all'interno del mondo letterario, ignora però - o si comporta come se le ignorasse - alcune circostanze storiche: nella società tardo-capitalistica in cui viviamo, l'autenticità è una merce, e l'intimità un mercato estremamente dinamico e in espansione.
L'industria dell'informazione ha compiuto meglio di qualsiasi altra il ciclo che va dalla produzione generalista a quella individualizzata. E soprattutto ha fornito ad ogni individuo, come nel sogno delle avanguardie novecentesche, le protesi tecnologiche per una (sedicente) libera creazione di sé. Ogni consumatore degno di questo nome è oggi sorgente e terminazione di un flusso in entrata e in uscita di immagini ed enunciati, che gli forniscono l'illusione di essere padrone se non della propria vita, almeno della fetta più intima di essa - quella comprimibile in uno smartphone o nella propria pagina Facebook.
Nessuno vuole qui dire che il doppio flusso non comporti un qualche grado di creatività, di libera e marxiana produzione di se stessi, a patto però di riconoscere a monte una coesistenza inestricabile di stereotipi e invenzione, d'idiozia e intelligenza, di autonomia e alienazione, di regressione ed emancipazione.
Solo accettando di esplorare questo intreccio in modo assolutamente spregiudicato, mi sembra sia possibile alimentare ancora oggi la componente critica insita nella poesia. Ciò significa che la scrittura poetica si pone non solo in conflitto con l'ideologia dominante e i suoi modelli di percezione della realtà, ma anche con qualsiasi discorso edificante, fosse pure quello associato a prospettive antagoniste e rivoluzionarie. La scrittura poetica, infatti, si fa carico soprattutto di ciò che mina quella indispensabile articolazione tra discorso e azione, tra dicibile e visibile, su cui si erge ogni ordine sociale, ma anche ogni organizzata forma di contestazione[2].
Da qui il carattere tendenzialmente non narrativo della scrittura poetica, che si specializza nella configurazione di paesaggi più o meno disastrati e discontinui. Gli elementi primi di questi paesaggi sono inevitabilmente "parole vuote" e "oggetti muti", e più generalmente residui inerti di flussi che tendono a fondersi con l'inesauribile e insignificante materialità del mondo. Per questo motivo chi pretende di scrivere in nome o a difesa della nostra umanità si muove nel cerchio rassicurante di ciò che dà senso e corrisponde alle figure conosciute dell'umano, senso e figure ogni giorno smentite non solo dal volto disumano della storia, ma anche dalla distruzione del non-umano a cui la nostra specie è dedita con crescente successo.
Il "partito preso delle cose" significa, allora, privilegiare nella costruzione del paesaggio tutto ciò che non è umano, viaggiando attraverso salti di scala che oscillano tra il micro e il macro, e discontinuità temporali che giustappongono cronologie individuali e collettive, di specie e planetarie. La concentrazione sul dato materiale e oggettivo non implica la riproposizione di qualche caricaturale azzeramento del soggetto.
Il soggetto, infatti, è ciò che ogni volta, seppure in modo incompiuto e provvisorio, tenta di comporre il paesaggio di cui fa parte. È una sorta di agente rivelatore, che con cura lascia emergere quanto le narrazioni individuali e collettive della società attuale lasciano nell'ombra, sorta di universo residuale, estraneo ai piani ordinari di soddisfacimento o sfruttamento dell'esistente. Ma l'orientamento all'oggetto neppure dev'essere salutato come l'occasione per liquidare la specifica materialità del linguaggio in favore di un'ideale trasparenza comunicativa. Si tenga a mente la nettezza concettuale del Tractatus di Wittgenstein: "Il mondo si divide in fatti", "Noi ci facciamo immagini dei fatti", "L'immagine è un fatto".
Francis Ponge ce lo ha ricordato a sufficienza: il poeta vive tra il mondo delle cose e quello delle parole, mondi diversi, ma entrambi materiali e dotati di un ineliminabile grado di opacità.
Queste indicazioni non hanno come scopo di indicare tendenze o poetiche, che dovrebbero garantire in qualche modo della qualità letteraria di chi scrive poesia. La poesia che più ci interessa, oggi, non è (spesso) nemmeno riconosciuta come tale. Invece di resistere si fa invadere o invade, invece di esprimere l'interiorità si fa strumento di ricezione dell'esteriorità del mondo, invece di procedere secondo ordini formali ereditati costruisce di volta in volta forme al limite del disordine, invece di celebrare i grandi significati si espone al non-senso e all'insignificanza. A dirla tutta, molti scrittori in Italia rinuncerebbero volentieri ai dubbi privilegi della figura del poeta, per praticare semplicemente, indifferenti alle corsie editoriali e alle tassonomie critiche, una letteratura generale.

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Note:
[1] "Ma economia monetaria e dominio dell'intelletto si corrispondono profondamente. (.) L'uomo puramente intellettuale è indifferente a tutto ciò che è propriamente individuale, perché da questo conseguono relazioni e reazioni che non si posso esaurire con l'intelletto logico - esattamente come nel principio del denaro l'individualità dei fenomeni non entra." Georg Simmel, La metropoli e la vita dello spirito [1903], Armando, Roma, 1995, p. 38.
[2] È forse Jacques Rancière, nel suo Politique de la littérature (2007), ad aver meglio di altri indagato le ragioni che distinguono la scrittura letteraria dall'oratoria rivoluzionaria.

Questo testo è apparso sul numero 32 di "alfabeta2" di settembre-ottobre, in un dossier dedicato alla poesia contemporanea, con interventi di A. Cortellessa, M. Giovenale, M. Manganelli, C. Petrollo Pagliarani.

venerdì 27 settembre 2013


mercoledì 2 ottobre 2013

"L'assedio" di Rosario Tedesco a Palazzo de Vargas a Vatolla





Mostra fotografica

“L'ASSEDIO”
di
Rosario Tedesco

Archetipi e Miti all'Ombra del Tempo Eccelso Scultore

Domenica 6 ottobre 2013 - ore 18.30
Palazzo de Vargas  -   Vatolla (SA)

Saluti:
Vincenzo Paolillo
Sindaco Comune di Perdifumo

Angelo Serra
Sindaco di Laureana Cilento

Vincenzo Pepe
Presidente Fondazione Giambattista Vico


Interventi:
Angela Furcas
Poetessa e Critico letterario

Lucia Capo
Dottoressa in Filosofia

Claudio Aprea
Progettista

Cristina Orrico
Attrice teatrale

Rosario Tedesco
Artista e filosofo

Modera:
Antonio Vuolo
Giornalista del Mattino

Sito ufficiale della
Fondazione Giambattista Vico:
www.fondazionegbvico.org

La mente umana, […] restata immersa e seppellita nel corpo, è naturalmente inchinata a sentire le cose del corpo e dee usare troppo sforzo e fatiga per intendere se medesima, come l’occhio corporale che vede tutti gli obbietti fuori di sé ed ha dello specchio bisogno per vedere se stesso”.

[La Scienza Nuova (1744), Libro I, Dello Stabilimento de’ Principii, De’ Principii]



2 ottobre: Festa dei Nonni



Oggi, due ottobre, si festeggiano gli Angeli Custodi ma è anche, dal 2005, la Festa dei Nonni. Vogliamo ricordarli con un brano – secondo noi bellissimo – che ne ricorda “l’intima presenza e necessità”, anche (e forse soprattutto) quando smettono gli abiti dell’efficienza imposti dalla società e diventano bisognosi di cure.

Mi prendo cura della nonna, senza gioia. Lei sente nelle mie mani il desiderio della fuga, e con lo sguardo mi supplica, che non la abbandoni.
Non l’ho mai amata. Quando eravamo piccoli ci picchiava con durezza. E nelle notti di vento ci spaventava dicendo «se non dormite subito vi faccio mangiare dagli Esseni», e noi ci mettevamo a tremare.
Ma se diceva «chiamo il Samaritano», allora, ficcavo la testa sotto le mani: il Samaritano che arrota il coltello, il Samaritano col mantello per rapire i bambini che non dormono; sfuggendo al suo manto già aperto ci addormentavamo di colpo.

Ma ora che devo difenderla dalle mosche ho pietà del suo corpo.
La lingua paralizzata aggroviglia parole; il peggio è che parla sempre, è un tormento quel suo insensato sermone. Vorrei che smettesse e «taci», le dico, «sta’ tranquilla», con dolcezza, frenando la mia ira. È a causa sua che sono prigioniera, che ogni ora mi avvicina a Eliashib, alla rovina.

A forza di ascoltarla, però, la faticosa musica del suo delirio sembra avere una ragione.
Ella ha perduto il linguaggio, e ora lo riscopre, come un infante.
Nel suo ricostruire le parole, capisco molte cose della nostra lingua, e come un termine derivi da un altro; ma soprattutto afferro la chiave dei suoi errori, i segreti pensieri che la portano a dire una cosa per l’altra.
Il suo faticoso esercizio è per me prezioso come l’insegnamento di un grammatico. Seguo con passione la sua ricerca, che diventa la mia.
Lei sempre meno ritrova le parole: ormai le inventa, o ne ricorda di antiche, più sonore e armoniose, e tra di sé ne gode. La nonna sembra una vecchia stupida e invece sta ritrovando un suo misterioso linguaggio.
È con lei, per la prima volta, che entro nei segreti della parola.
Chiuse nella casa, sole nelle ore dolorose, io e la nonna escludiamo il mondo, e diveniamo compagne di un gioco sacro. Io la condurrò per mano fino alla morte, come una piccola compagna alla fontana.

Le visite dei parenti la infastidiscono. Finge sempre di dormire, per mandarli via.
Gli altri le portano la morte, io le porto piccole storie: le leggerezze di Jemina e Kezia, o qualche buffo pensiero. Azzardo persino metterla a parte di alcune mie imprese; e lei che fu tanto severa, ora s’illumina tutta delle disubbidienze, come fossimo complici.

Sole, e pure dal mondo, che l’una nell’altra dimentichiamo, con la nonna compiamo la nostra cerimonia di apprendimento. La sua vita, che fu tutta inutile, diventa nell’ultimo guizzo fonte di conoscenza.

La nonna si aggrappa a me perché in lei scorra la giovinezza. E intanto le sue mani mi trasmettono la più pura energia, il desiderio.

Ora che la morte è vicina (la contrasto, ma non posso fermarla), tutto desidera: ciò che ebbe e ciò che non ebbe mai.
La nonna invoca una bambola, Ester; suo padre la scoprì mentre la contemplava (aveva appena finito di cucirla) e la buttò nel fuoco, perché è peccato riprodurre la figura dei viventi.

Di nascosto lavoro a una bambola, rubando qualche vecchia pezza a mia madre. Cucio insieme gli stracci,e le dipingo il viso di carbone e minio: è proprio Ester. Perché la raffigurazione sia perfetta, le metto in mano la corda che appenderà Aman.
Ester, chiama la nonna. Aspetta, non è ancora pronta, mancano i capelli. Colgo un ciuffo di croco. Ecco la chioma di Ester, tinta d’oro per l’amore.

(tratto da «Vangelo secondo Maria» di Barbara Alberti)


martedì 1 ottobre 2013

Arriva ottobre... e porta il nuovo Segnalibro!






Questo mese: 

- poesie di Laura Vargiu, Maria Grazia Lupetti e Annalisa Miceli; racconto di Pietro Rava; articoli di Eufemia Griffo, Giuseppe Salzano, Ermanno Crescenzi;
- spazi dedicati alle pubblicazioni di Margherita Marsico («Semplicemente me stessa»), Tommaso Mondelli («Versi Satanici»), Christina Caflisch («Il cubo di marzapane»), Giovanni Minio («Padri separati»), Sandra Ludovici («Al portale della vita»), Oscar Esile («Vivere da -morto- per una vita futura);
- news su vari bandi di concorsi e sugli appuntamenti di ottobre;
- informazioni per aderire ai concorsi aperti a coloro che vogliono essere pubblicati sul Segnalibro;
... e tante altre news e curiosità!

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