venerdì 21 novembre 2014

I RACCONTI DI VENER dì - Claudio Alciator



La strega bella

C'era una volta una strega. C'era una volta una strega che aveva tanti poteri. C'era una volta una strega che conosceva una pozione speciale, che era in grado di farla apparire giovane e bella. C'era una volta una strega... Questa strega viveva da sola, tutta presa dallo studio delle sue pozioni. Di tanto in tanto, dopo essere diventata bella, amava andare in giro per il suo paese a farsi guardare dai giovani del luogo. Un giorno la “nostra” strega, che in quel momento appariva come fanciulla affascinante, incappò in un giovane bellissimo. Questo giovane si innamorò subito di lei; ma la strega, inizialmente, era diffidente. Il giovane cominciò a farle una corte spietata. Dopo qualche mese la strega cedette e iniziò a frequentare il giovane. Per oltre un anno continuò la storia di amore tra i due, anche perché la strega riusciva a farsi vedere solo e unicamente quando era giovane e bella. Un maledetto giorno, però, il giovane chiese alla strega di fargli un regalo speciale per il suo compleanno: potere trascorrere una notte intera con la sua donna amata. Di fronte a questo desiderio, la strega rimase impietrita: il problema era che nessuna pozione sarebbe stata in grado di farla rimanere giovane per una notte intera. La strega andò in crisi e per un attimo pensò di svelare al giovane il suo segreto. Poi, però, ebbe un'idea: rivolgersi a una sua amica strega per farsi dare un buon suggerimento. E la sua amica, effettivamente, le diede una notizia assai interessante: in un paese non lontano, viveva un mago in grado di creare una pozione specifica per questa sua esigenza. La mattina dopo la strega si avviò con decisione dal mago; questi spiegò alla strega che, in effetti, egli era in grado di produrre un incantesimo che avrebbe permesso alla strega di rimanere giovane per almeno ventiquattro ore consecutive. Il mago però, in cambio, volle che la strega promettesse di vivere ai suoi ordini per tutto il resto della sua vita. La strega accettò e, così, poté finalmente trascorrere una notte intera con il suo “fidanzato”; l'epica notte la trascorsero a bere, a mangiare, a chiacchierare e, ovviamente, a fare all'amore. Dopo questo incontro, però, la strega capì che sarebbe stato impossibile continuare, tenendo questo enorme segreto; dopo lunghe riflessioni decise quindi di troncare il rapporto, simulando la sua morte. Il giovane, a sua volta, quando seppe del decesso della sua amata, non resse al colpo e si suicidò. La strega, saputolo, stava per suicidarsi a sua volta quando si accorse di essere rimasta incinta del giovane, proprio nel corso della speciale “notte d'amore”... E dunque per il resto dei suoi giorni, da una parte, come aveva promesso, si mise agli ordini del mago; ma d'altro canto poté occuparsi del suo figlio, frutto e memoria del suo unico e intramontabile amore!

Claudio Alciator ci regala una favola dal taglio e dal sapore moderni, senza lieto fine e con ritmi sapientemente “adattati” alla contemporaneità. L’eroe diventa eroina ma siamo lontani da figure decisamente improbabili, quali sono quelle “senza macchia e senza paura” dei testi classici.
Qui, invece, Claudio Alciator ci presenta un personaggio femminile reale, con i suoi desideri che lo spingono ad accettare compromessi e sofferenze. In “La strega bella” il cattivo è, in un certo senso, la figura maschile, incapace di guardare oltre le proprie voglie, la propria volontà. Un’ottusità pagata a caro prezzo. Il messaggio di fondo potrebbe essere: nell’ineluttabile “prezzo da pagare”, possiamo comunque ritagliare spazi aperti alla propria crescita.

Per contattare l’autore:
 claudio.alciator@tiscali.it

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Per le tue poesie c’è Lunedì Poesia

lunedì 17 novembre 2014

Barattiamo? ;-)



Ti aspettiamo mercoledì 19, a partire dalle ore 17 e 30
per il nuovo appuntamento mensile con il baratto libri gratuito.
Porta i tuoi libri usati e barattali gratuitamente! 
Vieni a trascorrere qualche ora piacevole tra libri, chiacchiere e letture. 

La Libreria L'ArgoLibro è ad Agropoli in Viale Lazio, 16
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largo ai buoni libri e ai buoni eventi!

sabato 15 novembre 2014

A Torchiara si parla di vita dopo la morte

L’Associazione Culturale L’AURORA
di Torchiara
vi invita all’incontro

“L’ ALDILÀ È UNA REALTÀ CHE CI CONSOLA”
È possibile una vita dopo la morte?

Aula Consiliare del Comune di Torchiara (SA)
Giovedì 27 novembre ore 17,00



Relatrice e coordinatrice:
Dottoressa Annamaria Ferraioli

Relatore:
Dottor Claudio Pisani

È possibile, su prenotazione, partecipare con brevi interventi,
portare testimonianze, porre quesiti.
Per qualsiasi info:
339.5998003 - 380.4756244



Andrea Bacchetti a "Caleidoscopio"



La grande musica per pianoforte sarà la protagonista dell'appuntamento settimanale su streaming multimedia del sito internet www.radiopnr.it.
Nel “Caleidoscopio” che andrà in onda alle ore 20,30 di domenica 16 novembre, il conduttore Andrea Bobbio proporrà l'ascolto di brani musicali eseguiti dal pianista Andrea Bacchetti durante un concerto tenutosi la sera del 22 agosto 2008 presso l'Oratorio del S. S. Crocifisso di Trisobbio.
Nel programma la "Sonata in Si bem.maggiore" di Baldassarre Galuppi, La "Sonata n° 4" di Luigi Cherubini, la "Sonata opera 24 n° 2" di Muzio Clementi, lo "Studio n° 5" di Fryderyk Chopin e "Une caresse a ma femme" e "Tarantelle pur sang" di G.Rossini.
L'appuntamento è quindi fissato per domenica sera oppure, in alternativa, martedì 18 novembre, sempre alle ore 20,30.

Per contattare l’ideatore e conduttore Andrea Bobbio: caleidoscopio07@libero.it  


Nuova Radio Pieve - www.radiopnr.it (per l’ascolto cliccare sulla freccetta “Play” nella colonna a sinistra, in corrispondenza del nome del programma in onda).

venerdì 14 novembre 2014

I RACCONTI DI VENER dì - Massimo Renaldini



La strega e il principe

La donna piccola e ripugnante si svegliò nella grotta, tirò un sonoro rutto e, grattandosi, si alzò in piedi, per mangiucchiare gli avanzi di pesce crudo.
Il ragazzo era alto e bello: nella sua torre bianca si era appena lavato con acqua cristallina e ora si accingeva a consumare la propria colazione, scegliendola da un ricco tavolo imbandito.
La strega era rachitica, aveva i capelli arruffati e indossava panni consunti e macchiati di sangue.
Il principe aveva una chioma corvina ordinata e, sotto alla sua uniforme impeccabile e pulita, i suoi muscoli erano pari all'acciaio.
La vecchia maliarda afferrò la borsa con i propri attrezzi e come al solito uscì, per curare i prigionieri reclusi nelle segrete dal re.
Il bellissimo principe come tutti i giorni si recò al mattatoio, dove sgozzava agnellini e vitelli per la mensa della corte.
Il popolo disprezzava la strega e adorava il principe.

Questa nuova favola di Massimo Renaldini potrebbe avere, come sottotitolo, “Contro le apparenze. In un testo breve, teso, asciutto, l’autore compie un paragone “spietato” che colpisce in pieno il luogo comune, che si nutre quasi inevitabilmente di apparenze.
La strega  vive di essenza, incurante delle apparenze, e proprio per questo viene odiata e bistrattata. Il “bellissimo principe”, ovvero il trionfo delle apparenze, è carnefice e guerrafondaio, ma sa che il popolo si nutre sostanzialmente di apparenze, e quindi le cura.
“La strega e il principe” è chiara metafora della vita contemporanea, con particolare riferimento – ma non solo – alla vita politica.
Non manca una goccia di ironia, in questa favola di Massimo Renaldini, la possiamo rintracciare nella frase finale, perfetta chiusa di un testo breve e anche per questo particolarmente efficace.

Dello stesso autore: Le tre soglie

Per contattare l’autore: massimo.renaldini@gmail.com  

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Per le tue poesie c’è Lunedì Poesia


mercoledì 12 novembre 2014

PREMIO LETTERARIO NAZIONALE DE LEO - BRONTË 2015 4^ edizione


La Professoressa Maddalena De Leo, importante studiosa, traduttrice e autrice di romanzi riguardanti le famose scrittrici inglesi Charlotte, Emily ed Anne Brontë, nonché consulente editoriale per l’Italia del periodico inglese Brontë Studies, indice per la quarta volta un concorso letterario riguardante l’opera e la vita delle suddette autrici.


 REGOLAMENTO 


art. 1 Sezioni
Il concorso si articola quest’anno in due sezioni.

SEZIONE 1:  POESIA in lingua italiana o inglese ispirata alla vita, al luogo natale o all’opera di una delle sorelle Brontë. (È requisito necessario, pena l’esclusione, il riferimento esplicito a un luogo o nome brontëano nel corso della lirica).

SEZIONE 2:  NARRATIVA:  racconto (in lingua italiana o inglese) in cui si parli della vita, del luogo natale o dell’opera delle sorelle Brontë.

art. 2 Modalità di partecipazione

Ogni autore può partecipare liberamente alle due sezioni del concorso.

È possibile partecipare a ciascuna sezione con un massimo di 2  poesie e un racconto.
 Ogni poesia deve avere una lunghezza non superiore ai 30 versi.
Ogni racconto deve avere una lunghezza non superiore a 30.000 battute.

art. 3 Invio delle opere
Le opere devono essere inviate al seguente indirizzo e-mail:
deleom@tiscali.it
Le opere vanno inviate in allegato in formato WORD .doc
Alla e-mails va allegata anche una scheda contenente i seguenti dati:
- Generalità dell’autore (Nome, cognome, data di nascita, indirizzo, CAP, recapito telefonico, email)
- Titolo dell’opera
- La seguente dichiarazione:
Io sottoscritto NOME E COGNOME dichiaro di essere l’autore del testo e di detenerne tutti i diritti a titolo esclusivo. Si autorizza al trattamento dei dati personali secondo le normative vigenti.
---------------------------------

L'invio delle opere in formato cartaceo tramite servizio postale è facoltativo, in aggiunta all'invio tramite e-mail.
In tal caso le opere dovranno pervenire in un unica copia anonima e in una scheda a parte dovranno essere indicati i dati sopra elencati per l'invio tramite e-mail.
In formato cartaceo le opere devono essere inviate al seguente indirizzo:

Prof.ssa Maddalena De Leo
Via  della Ferrovia 14
84046 Ascea Marina (SA)

art. 4. La partecipazione al concorso è gratuita.
art. 5 Termine di consegna delle opere
Le opere partecipanti devono essere inviate secondo le modalità previste dall’articolo 3 entro e non oltre la mezzanotte del giorno 30 aprile 2015.

art. 6 Giuria
Presiederà la giuria di valutazione la prof.ssa De Leo coadiuvata da altre due studiose brontëane italiane, la prof.ssa Elisa Fierro e la prof.ssa Caterina Lerro.

art. 7 Premi
Saranno selezionate le opere migliori fra tutte quelle pervenute.
Al  1° classificato per ciascuna sezione sarà assegnato:
-          un DVD  della BBC in lingua inglese riguardante un romanzo Brontë
Al  2° classificato per ciascuna sezione sarà assegnato un CD  Brontë in italiano o in inglese o un romanzo brontëano
Al  3° classificato per ciascuna sezione andrà un oggetto/souvenir  brontëano (segnalibro, penna ecc.)
I diritti d'autore rimarranno di proprietà esclusiva dell'autore.
A tutti gli autori classificati dal 1° al 3° posto verrà rilasciato un diploma di merito con i giudizi espressi dalla prof.ssa De Leo sulla propria opera.
La prof.ssa De Leo si riserva la facoltà di assegnare menzioni speciali ad opere particolarmente meritevoli presso la sezione italiana della Brontë Society o segnalazioni sui siti Internet internazionali BrontëBlog e Brontë Parsonage Blog.
Come nelle precedenti edizioni, nel mese di maggio 2015 sarà realizzata un’antologia contenente le migliori opere pervenute. I vincitori della precedente edizione del Premio potranno partecipare ed eventualmente essere presenti nell’antologia senza però poter essere inclusi fra i primi tre premiati di ogni sezione.

PREMIAZIONE

Non ci sarà una cerimonia di premiazione pubblica.
I vincitori saranno avvisati via email e i premi saranno inviati via posta.
La partecipazione al concorso implica l'accettazione del presente regolamento





Il libro della settimana: "Rino Gaetano. La tragica scomparsa di un eroe" di Bruno Mautone



Titolo: Rino Gaetano. La tragica scomparsa di un eroe
Autore: Bruno Mautone
Genere: saggistica
Casa editrice: L’ArgoLibro
Info sull’opera: 278 p., brossura, copertina a colori, formato 13x20
Codice ISBN 978-88-98558-00-1
Prezzo: euro 9,00

Continua in tutt’Italia il grandissimo successo del saggio che Bruno Mautone ha dedicato al compianto Rino Gaetano. Che la morte del grandissimo artista sia stata tutt’altro che accidentale è tesi portata avanti da diverse persone, ma l’assoluta originalità di questo saggio sta nel fatto che per la prima volta vengono analizzati tutti i testi delle canzoni alla luce di una teoria che vede Rino Gaetano vicino ad ambienti massonici che poi decidono di “farlo tacere>” perché, proprio attraverso le sue canzoni, “parla troppo. Il saggio offre anche un formidabile, efficace spaccato della società italiana nella seconda parte del secolo scorso.
Cliccate qui per vedere la video-intervista curata dalla giornalista Milva Carrozza nella trasmissione “Artes Libri”.
Di seguito la pagina dedicata dal giornale “Stile Libero”, cliccate sull’immagine per ingrandirla.


Bruno Mautone è contattabile direttamente all’indirizzo brunomautone@tiscali.it

Il libro della settimana è in vendita presso la Libreria L’ArgoLibro, ad Agropoli in Viale Lazio 16 (zona sud, adiacente Via Salvo D’Acquisto, nei pressi del Centro per l’Impiego). Per qualsiasi informazione: 3395876415 – largolibro@gmail.com 

Cliccate qui per acquistare il libro on line, contattateci per qualsiasi info.

domenica 9 novembre 2014

Lunedì Poesia - Daniela Freggiaro



Ondeggi

Ondeggi tenda
di soffi leggeri, irregolari
luminosa nella penombra
non regali la carezza che la mia guancia umida attende.

Ondeggi
e con te anche il mio petto
su questo letto ormai caldo e fastidiosamente accartocciato e scomposto.

Vorresti forse imbrigliare il tempo ?
Cadenzandolo di respiro dargli misura?
Fissarlo con gli spilli di ghiaccio dell’aria?

Solo il sonno, credo, mi rimane da sperare
Solo il sonno a liberarmi da queste mura.

Per contattare l’autrice: freggiaro.daniela@alice.it

Daniela Freggiaro continua a farci notare quanto l’intensità sia presente nel piccolo oggetto, nel quotidiano movimento: qui la protagonista è una tenda gonfiata da un vento lieve, pigro, nelle ore silenziose in cui la penombra riempie l’aria. Una dolente calma è padrona delle ore descritte, mentre c’è contrasto tra il movimento della tenda e l’immobilità della figura umana costretta a letto.
Daniela Freggiaro conosce il sottile legame tra il gesto e la riflessione, tra la materia percepita dai sensi e “l’inavvertibile” che solo l’artista sa rendere concreto. Così le domande rivolte alla tenda non sono illogiche, ma son parte di un dialogo reale, “visibile”.

Della stessa autrice: Piove

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"Soli come il sole" a Capolago (Varese)

Silvia Mentasti e Marco Durpetti, insieme a Giovanna Cuomo, vi aspettano per la nuova presentazione del romanzo "Soli come il sole", che continua a raccogliere consensi e successo crescenti. Merito di un'opera coinvolgente, accattivante, tutta da scoprire... 
Leggete qui tutte le info sul romanzo.
Appuntamento a Capolago, Varese, giovedì 27 novembre alle ore 21,00.
Per qualsiasi informazione contattate gli autori: silvia.mentasti@yahoo.it marcodurpetti@gmail.com


sabato 8 novembre 2014

Angela Furcas per “Agropoli Viva” di Rosario Tedesco




Ecco il testo che la dottoressa Angela Furcas ha scritto in occasione dell’inaugurazione della Mostra fotografia “Agropoli Viva” di Rosario Tedesco (qui trovate le foto).
Vi ricordiamo che la mostra è visitabile fino al 14 novembre ad Agropoli presso la Libreria L’ArgoLibro, in Viale Lazio 16 (adiac. Via Salvo D’Acquisto, infoline 3395876415).

AGROPOLI VIVA
MOSTRA  D’ARTE  FOTOGRAFICA  DI 
ROSARIO  TEDESCO

A PROPOSITO DI UNA SCALFITTURA DEL TEMPO
NELLE OPERE DI ROSARIO TEDESCO

Cosa cerca l’Autore per via, mentre cammina e si guarda intorno? Che cosa lo attira di ciò che gli si palesa? È forse la maestosità delle costruzioni e il loro resistere all’usura del tempo, la loro forza nel contrastare le intemperie o la volontà di esserci, trasmessa dai costruttori che ne hanno calcolato la longevità?
È la struggente presenza di una scalfittura, di una crepa, di una disomogeneità nell’ultima mano di tinta ad attrarre il suo sguardo e non gli duole l’integrità violata, ma lo avvince la rivelazione inattesa di una parte celata che vede… la luce.
Non vi è piccola cosa che non tenda al ritorno, che non richiami imperiosamente la sua attenzione, perché sa che non c’è atomo che non aspiri a divenire un sole.
Negli abissi insondabili dell’anima esitano parole, gesti, memorie che aspirano alla sopravvivenza, giacché ‘ogni cosa viva vuole eternità’. (Nietzsche). 
Febbrilmente, ogni gesto sospeso cerca altra vita, a nutrirsi della diafana parvenza di un sogno, che inarca approdi impossibili,da cui nascono mondi probabili,sparsi come semenza di future stelle.
È lì che converge il raggio del suo sguardo tracciato da un compasso alieno, che racchiude l’intento profondo a svelare il mistero che oltrepassa il  sapere e in quel nulla apparente si snoda il cammino di ogni desiderio della sua anima.
E sono cascate di immagini a librarsi nel mistero delle forme, apparentemente finite e le essenze costrette scalpitano e battono il tempo, come  cavalli selvaggi in corsa verso una prateria immaginaria.
È quella la terra promessa che cerca ogni cosa, in un viaggio inarrestabile, in un movimento cieco, ma essenziale.
È ogni passo nel vuoto apparente a colmare la sete di compimento, il cui punto di forza è l’esasperante e continua dissolvenza del suo orizzonte.
Ne fa fede quel portale chiuso nella sua celebrata presenza, che apparentemente delimita due mondi come uno stato di mezzo tra l’essere e il divenire.
Il divenire incessante di altre elevazioni del pensiero dalla terra, ove dimorare nei giorni contati,in fuga verso l’Essenziale.
Ogni tanto una sosta nell’alveo di un tempo decelerato e poi, più forte che mai, l’Energia si rinnova in uno stato di sorgenza inarrestabile e mutevole come per quei grani di sabbia costretti in un’amalgama di mano d’uomo e poi liberati per rivelarsi  a chi guarda con l’occhio interiore.
Di tante  luminose scintille è colmo questo giorno perché tornano le anime  che hanno sostato nel corpo per un tempo e poi rapite, come faville dal fuoco della vita, nel comune destino di volare in alto.

Angela Furcas

Agropoli, 2 novembre 2014

venerdì 7 novembre 2014

I RACCONTI DI VENER dì - Massimo Renaldini


Le tre soglie

C'erano una volta tre fratelli che decisero di affrontare l'intricato Dedalo delle Soglie: era un luogo immenso, composto da alte mura, siepi impenetrabili, custodi, sortilegi e altre meraviglie.
Si narrava che, se qualcuno fosse riuscito a risolvere il labirinto, sarebbe andato incontro ad un destino radioso. E così i tre fratelli si recarono all’ingresso di quel luogo prodigioso ed entrarono, per separarsi ai primi bivi e proseguire da soli nell'esplorazione di quei meandri, alla ricerca della soluzione.
Il primo, dopo aver peregrinato a caso, giunse a una massiccia porta di legno, rinforzata con lamine metalliche e chiusa da un grosso lucchetto di ottone. Provò ad abbattere l’uscio a pugni e calci, a scassinarlo tirando con forza, a picchiare e ad urlare che qualcuno gli aprisse, ma non accade nulla. Provò anche ad aggirarlo prendendo altre strade, ma alla fine l’uomo tornava sempre nel medesimo punto.
Ben presto si rese conto che i suoi tentativi erano del tutto infruttuosi: la sola possibilità che gli rimase fu quella di tornare sui propri passi e dichiararsi sconfitto.
Il secondo fratello vagò più a lungo tra le cinte murarie e i fitti filari di arbusti, seguendo un preciso schema, studiato in maniera meticolosa, finchè si trovò innanzi ad un ampio e massiccio portone di bronzo. L’uomo calcolò la direzione del vento e il tasso di umidità, e provò a fondere la serratura con una lente che convogliava i raggi del sole, ma il tentativo fa vano. Poi valutò con estrema precisione la posizione degli astri e recitò delle formule magiche, tuttavia anche questa volta non accadde nulla. Infine posò l’orecchio sulla lamina, ascoltando attentamente, poi esaminò con estrema cura la superficie del portone in cerca di sportelli segreti e comparti nascosti, ma non trovò niente.
E così, dopo innumerevoli e disparati esperimenti, anche lui fu costretto a seguire a ritroso il proprio cammino ed uscì sopraffatto dall’enigma.
Il terzo vagò per molti giorni, addentrandosi nel profondo del labirinto, dove infine trovò la propria strada sbarrata da una piccola porticina d’ulivo, impreziosita dalle magnifiche venature del legno. Provò ad aprirla servendosi della maniglia, ma inutilmente: sembrava chiusa a chiave.
L’uscio, che aveva intagliato al centro un bel volto stilizzato, gli rivolse la parola:
“Buongiorno Messere. Cosa desiderate da me, umile porta di questo labirinto?”
L’uomo rifletté qualche istante, poi rispose:
“Voglio che tu ti apra e che mi faccia passare”
Il viso sulla porta non cambiò la propria espressione neutra e rispose:
“Mi spiace, ma temo che questo non sia possibile”
L’uomo si stizzì:
“Sei solo una porta: ti ordino di aprirti!”
“Mi spiace, ma non posso proprio farlo”
“Se non ti aprirai, ti trafiggerò con la mia lama fino ad abbatterti, ed il tuo sarà stato un sacrificio inutile!”
Il terzo fratello, infatti, era un prode guerriero e aveva al proprio fianco una spada dura e affilata, compagna di molte battaglie vittoriose.
“Mi spiace: comunque non mi aprirò” replicò ancora la soglia.
Allora l’uomo estrasse la propria arma e iniziò a tirare fendenti, ma i suoi sforzi si rivelarono inefficaci: nonostante il possente cavaliere impiegasse tutta la sua forza, sul bel legno scuro non apparve neppure un minuscolo graffio.
E così, dopo un giorno e una notte trascorsi a minacciare, insultare e colpire l’uscio, anche il terzo fratello dovette uscire a capo chino dal labirinto.

I tre fratelli però avevano anche una giovane sorella, che entrò a sua volta nel dedalo. Giunta alla prima porta, di legno borchiato e chiusa dal lucchetto, la ragazza alzò lo zerbino e trovò la chiave che apriva la serratura, spalancando la porta.
Oltrepassò l’uscio e poco dopo giunse al grande portone di bronzo. Qui non fece nessuna delle complesse manovre compiute da suo fratello, ma semplicemente posò la mano sulla maniglia, piegandola: la porta si aprì senza opporre alcuna resistenza (suo fratello aveva provato in mille modi complicati e stravaganti, senza tentare il sistema più semplice!).
La ragazza giunse infine alla terza porta, quella con il volto di ulivo. Quando le fu vicina, il viso intagliato le chiese:
“Buonasera Milady. Cosa desiderate da me, umile porta di questo labirinto?”
“Buonasera Mastro Portale. Sarei molto contenta se poteste gentilmente aprirvi, per cortesia”
“Certamente, nessun problema” rispose la soglia, schiudendosi e rivelando la fine del labirinto.
La ragazza si chiamava Idea, ed è questo che dovrebbero fare tutte le idee, prima di uscire dagli intrecci della mente: superare una prima porta se il concetto è intelligente, oltrepassare una seconda soglia per verificare che sia utile e necessario, e infine valicare l’ultimo sbarramento solo se il pensiero è gentile e rispettoso degli altri.
Soltanto in quel momento, oltre le tre soglie, il pensiero dovrebbe diventare parola.

Massimo Renaldini si misura nel difficile campo della favola e il risultato è davvero piacevole, “Le tre soglie” miscela con sapienza tutti gli ingredienti del genere, in primis la metafora.
La “fuoriuscita delle idee” dal cervello è illustrata gradevolmente, la storia è costruita con proprietà di linguaggio e capacità di attrarre l’attenzione del lettore. Viene evidenziata al meglio la morale che spesso non è la forza bruta – e quasi inevitabilmente ottusa – a cambiare le situazioni, ma ben altre forze meno evidenti, meno “plateali”, ma più efficaci.
Splendido messaggio, quindi, quello lanciato da Massimo Renaldini, da far nostro in ogni occasione di vita.

Per contattare l’autore: massimo.renaldini@gmail.com  

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