mercoledì 17 dicembre 2014

Ci siamo... la Stronza 2014 sta per arrivare!



Siete tutti invitati alla serata finale di premiazione della VII Edizione del Concorso Nazionale per micro-racconti umoristici "Il Cielo in una... Stronza"!
L'appuntamento è fissato per sabato 20 dicembre alle ore 17:30 presso la Libreria L'ArgoLibro ad Agropoli, in Viale Lazio 16 (zona sud, adiacente Via Salvo D'Acquisto, nei pressi del Centro per l'Impiego).
Ospite d'onore il grande scrittore umorista Pino Imperatore.
Ecco le autrici e gli autori dei dieci racconti finalisti che saranno letti e votati dalla giuria popolare:


Imma D'Aniello
Daniela Rossi
Luciana Paolillo
Claudia Cuomo
Rita Bruno
Lara Pastore Stocchi
Aly Pedruzzi
Rosanna Fontana
Ermanno Crescenzi
Enrico Arlandini

Durante la serata sarà presentata anche l'Antologia cartacea che riunisce tutti i racconti giunti in redazione e giudicati idonei per la pubblicazione. Cliccate qui per tutte le info.
Ingresso libero. 
La Stronza vi aspetta... non deludetela! ;-)

Teatro delle Ombre: nuovo appuntamento a L'ArgoLibro



I ragazzi dell'Associazione “ArtèTeca” (Carmine D'Agosto, Serena Rundo e Pierfrancesco La Brocca) vi aspettano a L’ArgoLibro per un nuovo appuntamento “magico” con il Teatro delle Ombre.
Uno Spettacolo adatto a bambini e adulti.
Qui trovate il testo a cura dell'Associazione che spiega le motivazioni alla base dell'iniziativa.
L’appuntamento con "Sciattèn Theater - Racconti dalla Terra" è fissato per giovedì 18 dicembre alle 17:30. Ingresso libero, libera offerta (non obbligatoria) per l’Associazione “ArtèTeca”.
L’ArgoLibro è ad Agropoli in Viale Lazio 16 (zona sud, adiacente Via Salvo D’Acquisto, nei pressi del Centro per l’Impiego). Infoline: 3292037317 – 3395876415.

venerdì 12 dicembre 2014

Maria Rosaria Verrone a L'ArgoLibro: le foto

Ecco le foto dell'inaugurazione della mostra personale "Volare con la magia del colore" dell'artista Maria Rosaria Verrone presso la libreria L'ArgoLibro ad Agropoli, lo scorso mercoledì.
La mostra sarà visitabile fino al 27 dicembre.














giovedì 11 dicembre 2014

A L'ArgoLibro tornano le "Fiabe sul Tappeto"!



Alla Libreria L'ArgoLibro di Agropoli un graditissimo ritorno: le 
"Fiabe sul tappeto"!
Aspettiamo grandi e bambini lunedì 15 dicembre alle ore 18:00: divertimento, letture, condivisioni, magia, tutto in un fantastico pomeriggio da trascorrere in allegria. 
Non mancate!
Infoline: 3292037317 - 3395876415



Libreria L'ArgoLibro
Viale Lazio, 16
(zona sud, adiac. Via Salvo D'Acquisto, nei pressi del Centro per l'Impiego)
Agropoli, Salerno

Vi ricordiamo anche i tre appuntamenti con 
"RaccontiAMOci: Noi e gli Animali".

lunedì 8 dicembre 2014

Dicembre: ecco l'ultimo Segnalibro dell'anno.





(clicca sulle immagini per ingrandirle)

A dicembre il Segnalibro vi offre:
- racconti di Pietro Rava, Elisabetta Mattioli e Annalisa Miceli;
- spazi dedicati alle pubblicazioni di Iuvanita Bottiglieri («Pensieri dell’anima»), Giancarlo Guercio («Quem Quaeritis? Il caso Mastrogiovanni»), Alessandra Bertelli ed Elena Ostrica  («Poesia e pittura. Incontro di emozioni»), Autori Vari («Antologia “Il Cielo in una Stronza”»), Elisabetta Mattioli  («Nosy»); Claudio Alciator («Live @ Montesacro»);
- articoli di Eufemia Griffo, Giuseppe Salzano e Vito Rizzo;
- news sui tantissimi eventi di dicembre che si terranno presso la Libreria L’ArgoLibro ad Agropoli, Salerno (spazio web dedicato www.largolibro.blogspot.it) e il Palazzo Civico delle Arti;
- informazioni per aderire ai concorsi aperti a coloro che vogliono essere pubblicati sul Segnalibro (clicca qui) e sul concorso “IL CANTO DELLA FATA”, posticipato al 7 gennaio 2015 (clicca qui);

… e tanto altro ancora!

Il Segnalibro offre tantissima visibilità alle tue opere
e moltiplica le occasioni di condivisione.
 e partecipa ai nostri concorsi!


venerdì 5 dicembre 2014

Luciano De Luca e "il paziente filosofo" a L'ArgoLibro

Sabato 13 dicembre 2014 ore 17:30

il paziente filosofo
di Luciano De Luca
L’ArgoLibro Editore


L’opera in copertina è "Alla sera" di Maria Miccoli

La filosofia come non l’avete mai letta.
Un dialogo intenso, coinvolgente, commovente,
tra un ex professore e il suo ultimo allievo.

Con un intervento
della professoressa Luciana Capo

per leggere la scheda completa del libro

A fine incontro buffet offerto dall'autore.

Libreria L’ArgoLibro
Viale Lazio, 16
(adiac. Via Salvo D’Acquisto,
nei pressi del Centro per l’Impiego)
Agropoli, Salerno
Infoline:
3395876415
3292037317


I RACCONTI DI VENER dì - Monica Fiorentino



“Ho conosciuto un angelo che si chiama Godot”

Autrice: Monica Fiorentino

Lettera 21. 
Abbassando lo sguardo, oltre il posarsi lieve della neve dietro i vetri della finestra, a ricoprire di bianco intorno, Nausicaa si morse il labbro, nel buio della sua stanza, un tavolo e due sedie, svegliata di soprassalto dalle potenti raffiche di vento, credendo fosse stata la mano di qualcuno a bussare alla sua porta, accorgendosi invece, di quanto fosse in realtà stata soltanto l’inclemenza del tempo ad aver lavorato con la sua fervida immaginazione.
A quell’ora la città dormiva un sonno ovattato, i mortai spenti, un breve cessate il fuoco dettato più dall’esigenza meteorologica, che da quella fisica dei soldati, la guerra in quelle strade non conosceva che brevi, sporadici, attimi di tregua, tutti l’avevano imparato sulla loro pelle. Terribilmente.
Seduta sul letto, i piedi scalzi, i capelli arruffati, perdendo gli occhi intorno, godendosi il silenzio, la giovane si sorprese a sorridere, riconoscendo sul tavolo delle poesie scritte da lui, la cui grafia irregolare le sembrava di poter riconoscere e leggere benissimo anche nella penombra.
Serrando le palpebre, le parve di udire la voce cristallina di Mattia intonare ancora quella canzone, accompagnandola col suono della sua chitarra, quelle corde a divenire musica, anima, cuore, il suo stesso battito.
Le sembrava di rivederlo, il suo soldato Mattia, seduto sul pavimento del proprio appartamento, pochi metri quadri e tutto un disordine. Il giorno in cui le aveva svelato di scrivere, pioveva, loro due si erano baciati fino a non avere più fiato, nei vicoli, lungo i marciapiedi, incuranti degli sguardi altrui, di quell’ombrello tenuto di sbieco, finché giunti sulla porta di quello che era il monolocale dato a lui dall’Esercito, i loro sguardi non avevano resistito, e le loro mani si erano cercate in sincrono, tremanti di paura e voglia.
Avevano fatto l’amore a luci spente, finché la carne aveva cominciato a far male e l’anima era divenuta una soltanto, persa nel cielo. Nudi, dopo la passione avevano bevuto latte caldo e miele. Oltre quel gelo che la guerra portava per le strade e nei cuori. Poi lui con addosso solo i pantaloni della mimetica, aveva imbracciato quella chitarra e le aveva fatto conoscere la sua casa insieme alla sua musica, sottovoce, di notte, sfiorando le corde appena, come aveva imparato a fare dopo un giorno pieno di spasmi a lacerargli i timpani e strappargli la mente, confidandole di scrivere da sempre poesie e canzoni “Ho conosciuto un angelo che si chiama Godot/l’ho visto di notte tirar fuori dalle macerie/un fiore di margherita/per regalarlo al suo amore/segno d’eterna promessa/Il suo amore era il cielo/e d’azzurro s’è vestita quella promessa/di bianca luce e oro/semplice/grande ricchezza…” l’aveva scritta lui, l’uomo ed il soldato, amavano comporre musica e poesia, sopra le macerie di quel mondo in lotta perenne, sul fetore dei crani fracassati, le anime della gente in cerca ancora d’eternità, in quello scenario che non poteva più chiamarsi col sacro nome di vita, laddove i cecchini attendevano per giustiziarle, donne, con in grembo ancora il seme del proprio uomo a fiorire.
Lei aveva conosciuto Mattia durante una di quelle notti di ghiaccio e morte, quando uscita dal suo lavoro, era stata fermata da un manipolo di uomini in uniforme con addosso armi cariche bene in vista, a chiederle i documenti, sbarrandole la strada; e lei, lupa selvatica, allodola dal ventre morbido, si era fatta avanti inghiottendo la paura, cercando con la sola forza delle parole, la ragione di quel subdolo comportamento. Ma a ben poco sarebbe servito il suo coraggio, se il provvidenziale avvento del giovane non fosse venuto a mettere rodine, angelo venuto dal buio, ombra fantasma, spirito e luce.
Nel ringraziarlo, Nausicaa gli aveva permesso di accompagnarla, e da quel giorno avevano preso a vedersi, anche solo per un semplice saluto.
Lei amava i libri, lui la musica, entrambi la poesia e di questo avevano preso a fare il loro tesoro ogni giorno, regalandosi la gioia della vita.
Lei gli aveva parlato degli haiku, quella poesia di tre versi, che aveva imparato a comporre prima che la guerra decimasse la sua famiglia ed i suoi sogni, facendo crollare le Università, riducendole in pietre sparse.
Li aveva nascosti tutti, i suoi haiku, ri-copiandoli in un quaderno che sognava un giorno di poter pubblicare. Lui, forte, pettirosso dalle ali di neve, passero d’inverno nato di dicembre, le aveva parlato della sua chitarra, delle sue canzoni, di Godot: l’angelo venuto fuori dai romanzi che aveva letto e la battaglia che viveva sulla propria carne ogni giorno, del Baricco che amava. “Sono qui perché se mi arrendo questa volta mi arrenderò tutta la vita!...Stupendo!”. Costruendo così la loro intimità, e il loro reciproco desiderio di pace e di amore.
In quel momento, Nausicaa, carezzando adagio quelle coperte grezze, si domandò dove fosse lui, ascoltando la neve nel suo passaggio. Mattia era in missione ormai da giorni, e si chiese se mai la guerra sarebbe finita, se loro due avessero, un giorno,  fatto ancora all’amore, e se in quel momento lei avrebbe trovato ancora più cicatrici sul suo petto, e nei suoi begli occhi viola ancora più dolore e agonia. E se mai un domani l’assordante frastuono dei fucili, sarebbe stato sostituito dalla musica di quella canzone “Ho conosciuto un angelo che si chiama Godot”. Segnò nella sua mente uno haiku, Verrà la tua bocca_/a rovistare i miei giorni/di malinconia con l’intento di trascriverlo.

Della stessa autrice:  Odi et Amo

Per contattare l’autrice: angelo.dicarta@libero.it

Scrivi racconti brevi? Questo è il concorso giusto per te. Leggi il bando del concorso

Per le tue poesie c’è Lunedì Poesia

“L’amore ai tempi della guerra”, potrebbe essere questo il sottotitolo del nuovo racconto di Monica Fiorentino. Un amore che inevitabilmente porta con sé anche il sapore della disperazione, perché non può non essere intaccato dal senso di distruzione che tutto permane e tutto sovrasta, anche nei rari momenti di calma apparente.
Monica Fiorentino continua a sottolineare un altro aspetto particolarmente importante: anche in mezzo alla distruzione più cieca, se qualche passione ci guida, possiamo continuare a sperare, ad andare avanti, a vedere un “oltre” altrimenti impossibile.

“Ho conosciuto un angelo che si chiama Godot” è scritto in modo magistrale, tra rimandi e particolari, tra “brevi scritture” e pensieri sospesi. A ricordarci che nemmeno l’odio più feroce può distruggere tutta la vita. Qualcosa rimane, sempre, seme dal quale germinerà la nuova pace.

martedì 2 dicembre 2014

"Soli come il sole" a Capolago (Varese)

Continua l'interessante e stimolante tour di Silvia Mentasti e Marco Durpetti, autori del romanzo a quattro mani "Soli come il sole" pubblicato da L'ArgoLibro.
Lo scorso 27 novembre Silvia e Marco hanno incontrato amici e simpatizzanti a Capolago, in una piacevole serata presentata da Giovanna Cuomo.
Di seguito le foto, cliccate qui per visitare la pagina dedicata all'opera.








domenica 30 novembre 2014

Lunedì Poesia - Giuseppe Milite



Fate

Fate, come se non ci fossero,
vi guideranno i sogni.
Fate, come se non ci fossero,
v’ammalieranno gli occhi,
e voi le seguirete,
poi che tanto irresistibili,
ineludibili, v’attraggono.
Fate, come se non ci fossero,
tanto comunque,
anche inconsapevoli, vi conquisteranno.
Poi che le fate son le donne.
Poi che le donne son magia.

Per contattare l’autore: g.milite@gmail.com

A proposito di fate, argomento affascinante e controverso, Giuseppe Milite ci regala un componimento particolarmente pregevole: tra “gioco” e riflessione, tra presenza e assenza, “Fate” ci guida verso considerazioni sempre attuali, che vogliono andare oltre le solite contrapposizioni reale/immaginario, concreto/inconsistente.
Questa poesia di Giuseppe Milite è percorsa da una provocazione feconda stimolata dal verso che si ripete, quel formidabile “Fate, come se non ci fossero” che subito si apre a più letture. Tornano in mente, tra l’altro, i molteplici, funesti tentativi di annientamento di questo universo da parte del predominante maschilismo, nel corso di molti secoli che ci siamo lasciati alle spalle solo per quanto  riguarda gli aspetti più tragici.
Ben vengano, quindi, intelligenti provocazioni artistiche come questa.

Dello stesso autore: L’isola dei conigli

Scrivi poesie? Leggi il bando di Lunedì Poesia

Per i tuoi racconti brevileggi qui il concorso adatto per te!


venerdì 28 novembre 2014

Nasce a Castellabate il "Circolo del Cinema"


A Castellabate sono aperte le iscrizioni al primo 
Circolo del Cinema del Cilento. 
L'Associazione, denominata "Ieri Oggi Domani", ha lo scopo di avvicinare la popolazione alla cultura cinematografica. 
Per iscriversi vi aspettiamo nella nostra sede in Via Matteotti a Castellabate
Per informazioni e collaborazioni potete contattarci 
ai seguenti recapiti: 
3335842150

I RACCONTI DI VENER dì - Elisabetta Mattioli



Mary e Alexis

Mary si alzò presto quella mattina di agosto, indossò il primo vestito che vide nel suo armadio e corse in cortile a prendere il motorino, con destinazione la spiaggia di Plaka nell’isola di Naxos in Grecia e precisamente nelle Cicladi. Mary era nativa di Londra, però fin da bambina trascorreva le vacanze estive nella terra ellenica e il padre se ne innamorò fino al punto da acquistare un piccolo appartamento, nella capitale dell’isola. Dopo essere deceduto a causa di una malattia, la casa rischiava di non essere più utilizzata, invece Mary aveva assorbito tutta la passione paterna per quella Grecia “disorganizzata” rispetto all’Inghilterra ma così magica, da costringerla ogni anno a trascorrere almeno due mesi a Naxos, nella quale il tempo sembrava che si fosse fermato a cinquant’anni prima. La spiaggia che preferiva era quella di Plaka, una delle poche non sferzate dal Meltelmi, capace di alzare le onde e rendere poco praticabile il mare. Al contrario, la ragazza amava nuotare e, pur essendo una brava surfista, non praticava quello sport. Una volta giunta sul posto, si spogliò e appoggiò il vestito sul lettino. Erano le otto del mattino e il nulla ne faceva da padrone. Mary era felice in mezzo ai flutti, perché la mente cancellava ogni pensiero e si sentiva serena, preferendo non avere nessun bagnante attorno a lei, entrava in acqua a un orario “insolito“, evitando la presenza di estranei.
La situazione rimase la stessa, fino a quel giorno che mutò il corso degli eventi…
Mary uscì dall’acqua, leggermente infreddolita e a passo lesto, andò in cerca della sua sacca in cui aveva messo l’asciugamano, ma non la trovò, assieme a lei era sparito anche il vestito. La ragazza iniziò a spazientirsi, una volta trascorso il primo attimo di smarrimento si scocciò, decise di andare a prendere il motorino e tornarsene a casa anche scalza.
Mentre si allontanava, sentì una voce in lontananza che la chiamava. Mary si voltò di scatto e le sembrò di riconoscere il volto di Alexis, un suo amico di quando era adolescente. Decise di avvicinarsi all’uomo, soprattutto quando vide che fra le mani teneva stretta la sacca e il suo vestito. Con voce suadente invitò la ragazza a raggiungerlo, che tanto non era solito mordere nessuno, nemmeno un’amica d’infanzia.
Mary si parò di fronte ad Alexis e quest’ultimo, con un gesto repentino, tirò fuori l’asciugamano, gettandoglielo addosso, sotto lo sguardo stupito della giovane, che si era dimenticata quanto lui fosse un tipo scherzoso. Invece di arrabbiarsi, iniziò a ridere e impossessatasi dello zaino, corse dietro la roccia per cambiarsi dopo avere avvertito l’uomo di non azzardarsi a seguirla, in caso contrario non gli avrebbe più rivolto la parola.
“Da quando sei diventata timida?”.
“ Sono diventata timida da quando ho superato i tredici anni”, disse Mary nascosta dietro il sasso.
“Ok, ma credo che tu abbia superato i trenta, quindi potrai rincasare tardi questa sera. Sei ufficialmente invitata a cena”.
“Non posso rifiutarmi?”.
“Assolutamente no. Mi sembra il minimo, dopo averti ritrovato l’amata sacca. Ti aspetto nella piazza del paese alle ventuno precise e non tardare, come fanno spesso le donne”.
“Non lo farò, soprattutto perché sei stato così gentile”.
I due amici (o presunti tali), confermarono l’appuntamento e si allontanarono. Mary guardò Alexis di nascosto, pensando fra sé e sé che non era per niente male, anzi le faceva piacere uscire con lui. Quando scelse il vestito da indossare puntò su un abito rosso a maniche corte, lungo appena sopra al ginocchio, con una piccola scollatura nella schiena. Invece di usare i sandali dal tacco alto, preferì un modello che si allacciava attorno alla caviglia e quasi pari terra. Raggiunse la piazzetta in perfetto orario e Alexis la fece attendere per venti minuti, presentandosi con il solito sorriso sornione. Invece di arrabbiarsi, seguì l’uomo fino all’auto, che si allontanò velocemente, raggiungendo la spiaggia di Plaka. I due giovani scesero dalla macchina e Alexis accompagnò Mary, vicino al mare, dove nei pressi della riva aveva preparato un piccolo banchetto. Il tavolo e le sedie erano circondate da piccole candele accese, sotterrate in parte nella sabbia, creando un’atmosfera molto romantica. Mary parlò a raffica di vita, morte e miracoli, senza accorgersi che Alexis aveva preparato i suoi cibi preferiti, gli involtini di vite ripieni con i pinoli e l’insalata greca, ricca di pomodori, cetrioli e feta. Terminato di mangiare l’uomo decise di farla stare zitta e, improvvisamente, la prese fra le braccia e la baciò con passione. L’intensa tensione erotica nata nella mattina prese il suo degno posto nei loro corpi e i due giovani fecero l’amore, avvolti dalla sabbia, avendo il mare come spettatore silente, di quell’unione carnale, stabilita dal fato, molti anni prima. Il mattino seguente Alexis sfiorò con le labbra gli occhi di Mary, che non tornò più nella grigia Inghilterra, preferendo la disorganizzata Naxos.

Ecco una “piccola” storia quotidiana che Elisabetta Mattioli condivide con i lettori: una storia che ha come ingredienti i grandi spazi estivi e gli inconfondibili colori di un paesaggio particolarmente affascinante.
Elisabetta Mattioli è precisa nel saperlo delineare, le sue pennellate assecondano il ritmo insito nello scenario che presenta e così ci troviamo immersi in esso. Mary e Alexis hanno un appuntamento con il destino, se ne rendono conto quando si re-incontrano dopo anni di apparente distanza. Non ci è dato sapere se la storia “funzionerà”, ma di certo grazie ad Alexis Mary riesce a comprendere che il suo posto è nella disorganizzata e solare Naxos.
Un nuovo racconto dall’ampio respiro, sempre percepibile grazie ai particolari del quotidiano.

Per contattare l’autrice:  elyamatty@gmail.com

Della stessa autrice: Giacomo e l’orsacchiotto

Scrivi racconti brevi? Questo è il concorso giusto per te.
 Leggi il bando del concorso


Per le tue poesie c’è Lunedì Poesia

giovedì 27 novembre 2014

Antonio Capano a L'ArgoLibro: le foto

Ecco le fotografie dell'incontro curato dal dottor Antonio Capano, domenica scorsa, dedicato a "Le radici antiche dei racconti di fate". Presso la Libreria L'ArgoLibro prosegue la grande Rassegna "Il Canto della Fata".
Prossimo appuntamento: domenica 30 novembre, alle ore 17 e 30, con la dottoressa Luciana Capo e "L'enigma e l'assoluto nelle fiabe e nei racconti di fate".













martedì 25 novembre 2014

Il "Teatro delle Ombre" a L'ArgoLibro

Un pomeriggio davvero "magico", quello offerto lo scorso sabato, presso la Libreria L'ArgoLibro ad Agropoli, dai ragazzi dell'Associazione "ArtèTeca": Carmine D'Agosto, Serena Rundo e Pierfrancesco La Brocca hanno regalato ai bambini e agli adulti tutto il fascino di un particolare "Teatro delle Ombre". "Sciattèn Theater - Racconti dalla Terra" sarà replicato a dicembre, sempre a L'ArgoLibro. 
Qui trovate il testo a cura dell'Associazione che spiega le motivazioni alla base dell'iniziativa.
Ecco le foto di sabato scorso.