venerdì 1 agosto 2014

La Scuola di Teatro “Ennio Balbo” alla "Notte Blu" di Agropoli

La splendida “Notte Blu” del 31 luglio ad Agropoli ha visto, tra l’altro, la partecipazione dei giovani della Scuola di Teatro “Ennio Balbo”, che informa che dal 15 settembre sono aperte le iscrizioni ai nuovi Corsi di Formazione Teatrale per ragazzi dai 13 anni in su e di Ludoteca Teatrale per bambini dai 4 ai 12 anni. Presidente: Anna Santo Sgrò. Direttore Artistico: Raffaele Speranza. Coordinatore: Giovanna Chirico. Per qualsiasi info: 3291768837 – 3398873309.
Un particolare ringraziamento va a tutti i bambini e ai ragazzi che si sono esibiti durante la serata: Iolanda Cuoco, Emlia Cuoco, Mariangela Pagnotta, Sara Pagnotta, Giorgia Cuoco, Annalisa D’Ambrosio, Francesca De Simone, Serena Ruggiero, Andrea Ranaldo, Enrico Capuano, Francesca Capuano, Marco Castorrini, Francesca De Simone, Amedeo Giordano, Sara Mastrogiovanni, Federica Mercadante, Ellanz Miglino.
Ecco alcune foto della manifestazione.












































Agosto: nuovo Segnalibro estivo





(clicca sulle singole immagini
per ingrandirle)

Agosto 2014, il nuovo Segnalibro estivo vi offre: 

- racconti di Elisabetta Mattioli, Pietro Rava e Annalisa Miceli;
- spazi dedicati alle pubblicazioni di Lara Beretta e Fulvio Fapanni («Il Gregge sulla Neve»), Tommaso Mondelli  («Un fiore alla finestra»), Brina Maurer  («Lord Gleen – L’anima di Byron nel cuore di un cane»), Emanuele Rossi  («Come un coniglio bianco»);
- articoli di Eufemia Griffo e Vito Rizzo;
- bando di concorso della settima edizione del concorso umoristico per micro-racconti “Il Cielo in una… Stronza!”;
- news sulle presentazioni estive de “Gli Occhi di Argo”, Liber da Mare Libri d’Amare;
- news sugli eventi di agosto che si terranno presso la Libreria L’ArgoLibro ad Agropoli, Salerno (spazio web dedicato www.largolibro.blogspot.it) e in altri luoghi;
- informazioni per aderire ai concorsi aperti a coloro che vogliono essere pubblicati sul Segnalibro;

... e tante altre news e curiosità!

Il Segnalibro offre tantissima visibilità alle tue opere.
 e partecipa ai nostri concorsi!


lunedì 28 luglio 2014

Lunedì Poesia - Monica Fiorentino



“La rosa di Hermes”

Autrice: Monica Fiorentino

(Lettera 21)

Caro Hermes,
Ti amo
ti amo amore mio
stanotte più delle altre notti
_E resto, impigliata nella tua anima

Monica Fiorentino si rivela, anche nella poesia, particolarmente brava nel saper concentrare ciò che desidera comunicare in poche, pochissime parole. Persino in un segno di interpunzione. Qui, ad esempio, fa la differenza la virgola dell’ultimo verso, tra “resto” e “impigliata”: la sua presenza è pausa che tutto cambia, nello svolgersi dell’immagine davanti agli occhi di chi legge.
Una sottile delicatezza è sempre presente, tra le parole di questa scrittrice, e s’insinua anche nel nostro cuore e nella mente. Monica Fiorentino ci dice, con tutta la sua “intima forza”, che contro l’odio che sovrasta non servono roboanti parole pronunciate da chissà chi, ma una personale presa di  coscienza nutrita dai piccoli gesti dell’amore e della comprensione, fino a “lasciarsi impigliare” dall’anima altrui.


Della stessa autrice:  Il cielo sopra la guerra

Per contattare l’autrice:  angelo.dicarta@libero.it

Leggi il bando di Lunedì Poesia

Scrivi racconti brevi? Leggi qui il bando de “I RACCONTI DI VENER dì”




giovedì 24 luglio 2014

L'appuntamento estivo con Shakespeare a "L'ArgoLibro"



Ecco il nuovo appuntamento dedicato a William Shakespeare, il più celebre drammaturgo di tutti i tempi, di cui quest’anno festeggiamo il 450esimo della nascita.
Vi aspettiamo ad Agropoli alla Libreria L’ArgoLibro (in Viale Lazio 16, zona sud, adiacente Via Salvo D’Acquisto, nei pressi del Centro per l’Impiego) venerdì 25 luglio a partire dalle ore 21,00.

Ogni artista comunicherà la propria opera ai presenti. Vedremo quadri, foto, parleremo, commenteremo, ascolteremo, reciteremo poesie, vedremo danzare... una notte dedicata alla dignità.
Per qualsiasi info: largolibro@hotmail.it  3292037317

L'ArgoLibro:
largo ai (buoni) libri
e ai (buoni) eventi!

domenica 20 luglio 2014

Sonia Malcisi e “Il Gregge Sulla Neve”





Ecco la recensione che la Professoressa Sonia Malcisi ha dedicato a “Il Gregge Sulla Neve” di Lara Beretta e Fulvio Fapanni, L'ArgoLibro Edizioni.
Cliccate qui per tutte le info sull'opera.

Dapprima la narrazione, chiara e ritmata dalla quotidianità della vita di tutti i giorni ti conduce alla domanda centrale che è poi l'obiettivo stesso degli autori: "Di che cosa si nutre la narrazione?" Poi ti accorgi che spetta alla parte in poesia dare le risposte più profonde su tutte le tematiche suggerite dalle vicende dei personaggi, prima fra tutte: l'autentico incontro d'amore, come momento fondante di tutta l'esistenza. È attraverso l'interiorizzazione di ogni avvenimento che il tempo può essere fermato, per coglierne il senso pieno. È in quest'ottica che tra destino e ricerca, libertà e condizionamenti la ricerca individuale, lunga e tormentata dei due protagonisti viene riflessa attraverso un'attenta analisi dell' anima.
L' introspezione di quelle che si percepiscono come identità maschile e femminile, si contrappone al  veloce, quasi ansioso fluire delle cose , necessità, ripetizioni del vivere quotidiano, come se questa fosse la vera dimensione del vivere.
Invece, la strana commistione del visibile con l'invisibile, del razionale con l'irrazionale, della ragione con i sensi, della premeditazione con la casualità, del terreno con l'ultra terreno, fa sì che ogni momento dell'esistenza abbia le sue ragioni , la propria dignitosa consapevolezza.  
La narrazione si muove velocemente da un punto all'altro grazie alla tecnica cinematografica dei flash-backs e flash-forwards, le descrizioni colgono gli elementi essenziali di atmosfera, sia interni che esterni, la semplicità del parlato forse è qualche volta, troppo scontato, ma quello che si percepisce dall'inizio alla fine è la contestualizzazione  della vicenda in una dimensione senza tempo, dove il faro si  erge come simbolo dominante dalle infinite connotazioni: libertà, ricerca di sé, estraniazione, fuga, ripensamento ecc.
In poche parole, il racconto di Carlo e Ambra si offre al lettore non come umana  vicenda da raccontare, quanto come proiezione dell'eterno desiderio di cogliere la pienezza e il significato ultimo dell'essere nel mondo.
La lettura quindi fornisce spunti di riflessione utili in un mondo che corre e ha disimparato il silenzio e la pausa.


Sonia Malcisi 

A “Caleidoscopio” la narrativa di Gianni Caccia



La narrativa per ragazzi sarà la protagonista dell'appuntamento settimanale sul sito Internet www.radiopnr.it. 
Nel “Caleidoscopio” in onda alle ore 20,30 di domenica 20 luglio, il conduttore Andrea Bobbio riproporrà una trasmissione nella quale erano stati letti di tre racconti brevi tratti dal volume "Anselmo, il locomotore color pompelmo", edito nel 2010 dalla Puntoacapo Editrice di Novi Ligure (Alessandria).
Autore della raccolta il Prof. Gianni Caccia, docente di Lettere al Liceo Scientifico di Novi L.
I racconti erano stati introdotti dal professore ed erano stati letti rispettivamente dal conduttore, dalla bibliotecaria Anna Crollari e dallo stesso autore.
L'appuntamento è quindi fissato per domenica sera oppure, in alternativa, martedì 22 luglio, sempre alle ore 20,30.


Nuova Radio Pieve - www.radiopnr.it (per l’ascolto cliccare sulla freccetta “Play” nella colonna a sinistra, in corrispondenza del nome del programma in onda).

venerdì 18 luglio 2014

I RACCONTI DI VENER dì - Monica Fiorentino



Orfeo

Autrice: Monica Fiorentino

Tratto da _ilcorvodalcantodicristallo


Lettera 21. Lenta la giovane prese a far ruotare il bicchiere fra le dita, stretto nel palmo, allentando a tratti la presa come un gioco, il gioco di un bravo equilibrista, abbassando gli occhi su quel liquido ambrato a lambire i bordi, facendolo brillare alla fioca luce delle lampade intorno. Fuori il silenzio ovattato, sospeso, sembrava compatto come la trama di un soffice gomitolo di lana rossa a dipanarsi. “Come vorrei che questo silenzio potesse durare in eterno, avvolgendo così, col suo manto i fuochi dell’artiglieria a farla tacere, stendendosi come un manto sopra le brutture di questa guerra. Questo mondo di creature in lotta fra loro, perenne”.
Chiuse gli occhi, Olivia, sospirando, gustando la pace che aleggiava lungo le strade ormai solo di notte, al cessare delle azioni belliche, o meglio all’entrata in vigore “del cessate il fuoco”, che almeno al calar del tramonto le belve addestrate alla guerra rispettavano. Stretta nella sua uniforme scura, la lunga coda d’ordinanza alta sul capo e le braccia conserte, cullò ancora una volta la sua acquavite inspirandone l’odore, forte “Come sarebbe bello…”.
Alle sue spalle, le dita di lui si posarono sulla tastiera a farla vibrare, nuda: note a morire. Veloci. Bianco e nero. I tasti a seguirsi. Piume a cadere. Rincorrersi. Fughe e ritorni. Dita a volare. Il collo flesso. Scala a salire. Le tempie a pulsare. Il battito del cuore. Le ossa dei polsi, in sincrono. Triste piano sequenza.
Serrando le labbra lei sollevò gli occhi, contemplando dietro i vetri lo zampettare veloce di un corvo, vigile, guardingo, sospettoso anch’egli di quel silenzio a cui di certo era disabituato, e di colpo, il frullare spiegato delle sue ali a fuggire, la fece sorridere; di giorno era ormai impossibile vedere uccelli, un corvo dal canto di cristallo, era da tempo che non lo si vedeva, attorno non cresceva altro che morte, non s’udivano che urla di uomini a morire, non si respirava che puzzo di carni vive, ossa spezzate di fresco, lacrime di stupri, seguiti istantaneamente da spari a chetare dopo l’uso, le grida delle donne, addormentandole per sempre. In strada si procedeva ormai fra resti ammassati di Esseri Umani, come se non si facesse più parte della stessa specie: pance sventrate, crani fracassati, budella macellate, crivellate a crudo,  pullulanti di larve, a divenire cibo per cani che ne avevano a sazietà.
Un altro edificio era saltato quella mattina. Un sorso robusto le fece ricordare, nei riverberi di quel liquido, i tratti della tela di Klimt “Il Bacio” col suo fiume d’oro e fusi sgargianti. “Nessun topo costruirebbe mai una trappola per topi”, ricordò la frase del famoso scienziato, scuotendo il capo, solo l’Essere Umano era divenuto capace di divorare se stesso, distruggendo ciò che gli era stato creato intorno, spingendosi ad annientare finanche il suo respiro; da bambina ricordava d’aver imparato che fra i più feroci animali in natura a nutrirsi di carne umana c’era la tigre, poi era stata inventata la guerra, probabilmente, una catastrofe dove l’Uomo aveva prevalso con la sua boria, la sua forsennata ingordigia, imponendo le proprie sanguinarie gesta, la sua becera ignoranza, vantandola per cosa buona; l’animale dal sistema immunitario perfetto per eccellenza le sembrava di ricordare fosse lo squalo, forse in mare le creature desideravano vivere più di quelle in terra.
Adagio l’uomo si levò dalla sedia e chiuse delicatamente il coperchio del  pianoforte, carezzandosi distrattamente la tempia sinistra, aggiustandosi i corti capelli bianchi, affondandoci dentro le dita “Ti ho guardata dormire stanotte”, la sorprese stringendola di spalle, aderendo alla sua schiena, inspirando forte il suo profumo di donna e soldato, fiori e coperte vecchie di caserma.
“Lo immaginavo!” sorrise lei, lasciandosi avvolgere “Riuscivo a sentirti nel sonno” sollevò in alto la testa rimirando la luna uscire dalle nuvole.
“E mi hai ri-conosciuto, così, subito?” incalzò lui, abbozzando una smorfia. “È stato facile riconoscerti… dalle tue ali... Orfeo!” gli offrì lei la nuca, piegandola, come stelo di rosa, donna in quella mimetica troppo grande per le sue forme, a coprirne ogni tratto, e gli anfibi grossi ai piedi a cancellarne identità e pensieri.
L’uomo annuì. “Soltanto da quelle?... le mie ali?”, le mani di lei si posarono allora sulle sue dolcemente: “… dalla loro purezza”. Si strinse la donna a quel corvo dalla voce di cristallo: “I desideri sono la cosa più importante che abbiamo e non si può prenderli in giro più di tanto. Così alle volte vale la pena non dormire pur di stare dietro a un desiderio.
“Castelli di rabbia” di Baricco, lo ricordi? Fosti tu a regalarmelo”.
Piano lui le carezzò le nocche, riconoscendo la destrezza con cui aveva imparato a maneggiare sapientemente ferro e fuoco, lupo scaltro, gazza nivea, stratega imbattibile da guerra, astuta, abile e morbido grembo; aveva dovuto apprendere bene ed in fretta, chi meglio di lui poteva saperlo.
“Olivia…” sussurrò d’un tratto l’uomo, cereo, inghiottendo un singulto d’impotenza, serrando forte i suoi meravigliosi occhi viola, percorsi da un lampo d’orrore, facendo per allontanare i pensieri che gli si erano materializzati di colpo dinnanzi, inebetito, di fronte ad uno scempio tanto grande, che non conosceva arresto, rispetto per nessuno. Guerra, la si chiamava, ma in cielo aveva ben altro nome. Lui lo sapeva. Perfettamente. Le ali ripiegate sotto la sua camicia iniziavano a spingere e lui si portò al petto le mani della donna “Olivia, posso chiederti una cosa?” la guardò accorato “… un desiderio mio?”
Solitamente non avanzava mai richieste, la giovane carezzandogli la guancia gli sorrise dolcemente invitandolo a confidarsi, e lui le posò la testa sul seno:  “Abbracciami, per favore!”.
Sarebbe stata la loro ultima notte. Ultima per Olivia. Nonostante lui fosse stato pronto a dare la sua stessa anima per capovolgerne il destino, se fosse servito a qualcosa. “Hai paura, Orfeo?” gli si rivolse lei, ignara.
L’uomo voltandosi verso il pianoforte, chinando il capo fece cenno di no, giocherellando con la matita sui fogli della sua moleskine: Soldato di pace/S’incolla fra le tue ciglia umide/il fischio del vento. Uno haiku, ne scriveva sempre quando diveniva un’urgenza. Fiere di leoni dalla criniera d’oro, presero ad avanzare lentamente attorno alla donna,  inspirandone l’odore alle caviglie, il calore, spalancando le fauci, accerchiandola col loro manto screziato “No, Olivia non ho paura…”.

Procede per particolari offerti al lettore con intensa forza, questo nuovo racconto di Monica Fiorentino. La parte centrale ci ricorda i raccapriccianti orrori della guerra, fuori, ma “dentro” c’è un po’ di spazio per una quiete che rende possibile il dialogo, la tenerezza. In mezzo agli orrori persino l’amore appare come una nota stonata, fuori posto, eppure è un sentimento altrettanto vivo quanto è quello della rabbia.
In “Orfeo” trova spazio anche una riflessione filosofica che pesa come un macigno sulla coscienza collettiva: “Solo l’Essere Umano era divenuto capace di divorare se stesso, distruggendo ciò che gli era stato creato intorno, spingendosi ad annientare finanche il suo respiro.”
Parole che scuotono e invitano a riflettere su un’ “unicità” tutt’altro che da invidiare. È essenziale tener sempre presente questa onnipotenza potenzialmente sempre distruttiva e auto-distruttiva, perché incapace di rendersi conto che il “tu” e l’ “io” sono intimamente collegati. L’arte di Monica Fiorentino ce lo ricorda, voce potente e limpida che inneggia alla semplicità di questa verità.

Della stessa autrice: La rosa di Hermes

Per contattare l’autrice: angelo.dicarta@libero.it

Scrivi racconti brevi? Questo è il concorso giusto per te. Leggi il bando del concorso

Per le tue poesie c’è Lunedì Poesia


lunedì 14 luglio 2014

La Stronza è al Settimo Cielo e alla Settima Edizione!



Il Cielo in una… Stronza!
VII Edizione

Torna l’attesissimo concorso all’insegna dell’umorismo, dell’ironia e… della bravura degli scrittori!

Sono ammessi soltanto racconti brevissimi di max 1800 (milleottocento) caratteri spazi inclusi.
Unico argomento ammesso: innamoramento e disinnamoramento, il rapporto di coppia in chiave comico-umoristica.
Nome o nick dell’autore
Facoltativo: breve presentazione dell’autore, suo eventuale sito internet o blog, indirizzo e-mail
Importante: La partecipazione al Concorso è GRATUITA. Non sono ammessi racconti di cattivo gusto: l’intento del Concorso è dare pari dignità ai membri della coppia.
Il giudizio della commissione è insindacabile.
I racconti devono essere inviati entro il 30 settembre 2014 esclusivamente all´indirizzo
occhidiargo@hotmail.it
Premi: Tutti i racconti pervenuti e ritenuti validi saranno pubblicati gratuitamente in un’antologia.
I racconti vincitori saranno inoltre pubblicati su Segnalibri realizzati e distribuiti gratuitamente dall’Associazione organizzatrice “Gli Occhi di Argo” di Agropoli (Salerno) e parteciperanno alla serata conclusiva di pubblica lettura che si terrà nell’autunno del 2014 in Campania.
Durante la serata una giuria popolare voterà i tre vincitori finali, per i quali sono previsti ulteriori premi.