venerdì 24 giugno 2011

Un Concorso originale: due arti in cunnubio


Una premiazione speciale, quella della prima edizione del Concorso Nazionale di Poesia “Keramos”. Sabato 18, presso il centro artistico “Keramos” di Antonio e Andrea Guida, ad Agropoli, si sono dati appuntamento i soci e i simpatizzanti de “Gli Occhi di Argo”. Presenti anche il sindaco di Agropoli, l’avvocato Franco Alfieri, e l’assessore all’Identità Culturale, Francesco Crispino. Entrambi hanno sottolineato il valore culturale e turistico dell’iniziativa, per una promozione del territorio sicuramente “diversa dal solito”.
Erano presenti tre dei sei autori premiati: Domenico Ruggiero, Giuliano Manzo e Eduardo Cuoco (Edo). Gli altri tre vincitori sono stati Marco Veneziano, Davide Benincasa e Silvana Intieri. Le loro liriche sono state immortalate da Antonio Guida su ceramiche scritte e decorate a mano: pezzi unici e preziosi, in formato 20x30, che sono poi state installate, durante l’ora del tramonto, presso gli “Scaloni Ennio Balbo”, all’ingresso del centro storico. Strada di passaggio per decine di migliaia di persone, soprattutto durante il periodo estivo ma non solo. Per tutti loro, il messaggio della poesia sarà un continuo invito a soffermarsi a riflettere sui temi trattati.
Per l’associazione “Gli Occhi di Argo”, l’intento principale è stato proprio questo: portare l’arte, in questo caso la poesia, nella quotidianità di tutti noi. C’è da augurarsi che l’iniziativa venga riproposta anno dopo anno: perché non pensare, a cinque, dieci, venti… scorci della nostra cittadina impreziositi da ceramiche riportanti belle poesie? Perché non pensare ad Agropoli come “cittadina delle poesie su ceramica”? Un’idea sicuramente efficace, se portata avanti con costanza e cura. La poesia, quella vera, ha sempre molto da dire, alla profondità del cuore. Tocca a noi soffermarci ad ascoltarla.













Vi segnaliamo uno spettacolo particolarissimo, chi può non lo perdesse


UVASPINA
presenta

ULTIME LETTERE DA STALINGRADO
regia di Luca Mauceri


Fontana Liri (FR) - Piazza del Comune (antistante il Municipio)
DOMENICA 26 GIUGNO 2011, ORE 21.00
con


Anna Villa
Attilio Facchini
Donatello Igliozzi
Ermanno Antonini
Fabrizio Facchini
Lucia Cipolloni
Rita Nicoletti
Roberto Stasolla
Sofia Palleschi
Valentina Ottobre
...

Stalingrado, vigilia di Natale del 1942
Le truppe tedesche della VI Armata si apprestano a trascorrere un altro Natale lontano da casa.
Le notizie di un'avanzata dell'esercito sovietico si sono rivelate del tutto fondate e si attende solo l'offensiva finale dei russi.
Il rigido inverno ha fiaccato la resistenza dei tedeschi. Il Don e il Volga, del tutto ghiacciati, impediscono i rifornimenti di viveri e carburante.
La città, ammantata di neve, sembra un presepe: immobili come statuine, decine e decine di cadaveri giacciono per la via.
Ovunque, nelle strade principali come nei vicoli e nei cortili, ardono deboli focolai: tutto quello che può essere bruciato viene dato alle fiamme. Anche i cadaveri.
I soldati tedeschi muoiono di freddo e di fame: i cadaveri vengono bruciati oppure divorati da topi e cani.
Nonostante l'orrore e la disperazione, diversi soldati si apprestano a trascorrere la vigilia di Natale.
C'è chi tenta di addobbare abeti rinsecchiti con moccoli di candela; chi cerca di rimediare la cena rubando qua e là del rum, del prosciutto e della gelatina, o preparando frittelle con farina, acqua e sale; chi legge il vangelo ai compagni e dà poi loro del pane nero e secco, come fosse il corpo del Cristo; chi scrive l'ultima lettera al padre, alla moglie, all'amante.





mercoledì 22 giugno 2011

Gli incontri de Gli Occhi di Argo negli ultimi giorni


Ecco la foto dell’incontro a Roma de “Gli Occhi di Argo” con la poetessa Cinzia Marulli avvenuto il 20 giugno per organizzare la presentazione ad Agropoli della sua silloge “Agave” ed. LietoColle.

Di seguito le foto dell’incontro del 21 giugno a Terni con il “Gruppo Versi in Libertà” per una serata di poesia e musica davvero molto emozionante.





domenica 19 giugno 2011

Nei prossimi giorni pubblicheremo le foto

Ieri sera, in Via Luisa Sanfelice 16 ad Agropoli (Sa) alle ore 18,00,
si è terrunta la Premiazione
della Prima Edizione del Concorso Nazionale
“KERAMOS”
Ecco di seguito le sei ceramiche artistiche riproducenti le poesie selezionate, realizzate da Antonio Guida.






I poeti vincitori sono stati:
Davide Benincasa,
Eduardo Cuoco,
Silvana Intieri,
Giuliano Manzo,
Domenico Ruggiero,
Marco Veneziano.

Le ceramiche sono state pubblicamente affisse sugli Scaloni "Ennio Balbo" del Centro Storico del Comune di Agropoli.
Da Keramos erano presenti il Sindaco della Città di Agropoli, Franco Alfieri e l'Assessore all'Identità Culturale, Franco Crispino e i poeti:
Eduardo Cuoco
Giuliano Manzo
Domenico Ruggiero.
Ringraziamo tutti i partecipanti
 e Rosa Palumbo dell’Agriturismo San Francesco per aver offerto una squisita cena a base di prodotti tipici cilentati

giovedì 16 giugno 2011

Pagine di libri che ci piacciono


Pigro e indifferente, scrollandosi placido lo spazio dalle ali, scuro della propria rotta, l’airone sorvola la chiesa sotto il cielo. Bianco e distante, assorto in se stesso, il cielo copre e scopre senza posa, si muove e si ferma. Un lago? Cancellane le rive! Una montagna? Oh, perfetta… il sole è oro sui suoi fianchi. Scende lungo quella. Poi le felci, o delle piume bianche, per sempre e sempre…
Agognare la verità, aspettarla, distillare faticosamente qualche parola, desiderare per sempre… (un grido si leva a sinistra, un altro a destra. Le ruote stridono dissonanti. Gli omnibus si ammassano bellicosi)… desiderare per sempre… (l’orologio, con dodici rintocchi distinti, proclama che è mezzogiorno; la luce sparge scaglie d’oro; i bambini sciamano)… agognare per sempre la verità. Rossa è la cupola; dagli alberi pendono monete; pennacchi di fumo dai camini; abbaio, urlo, grido di “Ferro da vendere”… e la verità?
Convergenti verso un punto, piedi di uomini e piedi di donne… neri o incrostati d’oro… (questo tempo nebbioso… Zucchero? No, grazie… La repubblica del futuro)… la luce del focolare che dardeggia e tinge di rosso la stanza, salvo le figure nere e i loro occhi lucenti, mentre fuori un furgone scarica. Miss Thingummy beve del tè al suo scrittoio, e la vetrina preserva le pellicce…
Sventolata, lieve come una foglia, ammucchiata agli angoli, soffiata tra le ruote, schizzata d’argento, a segno o non a segno, raccolta, sparsa, sperperata in singole scaglie, spazzata su, giù, lacerata, sprofondata, ricomposta… e la verità?
Ricordare adesso accanto al fuoco sulla bianca lastra di marmo. Parole scaturite da eburnei recessi effondono il proprio nero, fioriscono e penetrano. Caduto il libro; nella fiamma, nel fumo, nelle scintille fugaci… o in viaggio adesso, la lastra di marmo sospesa, minareti giù sotto, e i mari indiani, mentre lo spazio fugge azzurro e le stelle luccicano… la verità? O adesso, appagati della prossimità?
Pigro e indifferente l’airone ritorna; il cielo vela le sue stelle; poi le snuda.

(Virginia Woolf, Lunedì o martedì, tratto da “Tutti i racconti”)

mercoledì 15 giugno 2011

LA BOTTA E' PARTITA - TERESITA LAZZATI


Autrice: Teresita Lazzati
Titolo: La botta è partita
Editore: Gli Occhi di Argo
Anno di pubblicazione: 2011
Numero pagine: 28
Copertina: cartoncino rigido
Formato: 15 x 21
Disegno in copertina: Angela Buccino
Codice ISBN: 978-88-97421-05-4
Prezzo di copertina: euro 8, 00
Spese di spedizione euro 3,63 (raccomandata postale)
Per info e ordini: gliocchidiargo@gmail.com









C’è una particolare, insostituibile freschezza di una certa scrittura poetica, ed è quella che si ritrova nella lunga, ripetuta frequentazione di quest’arte sottile e impalpabile. Quando l’artista parla attraverso la scrittura per lungo tempo, quando il tempo si fa testimone di una costanza sempre più preziosa, allora (e solo allora) c’è spazio per frutti particolarmente maturi perché equilibrati.
È il caso di Teresita Lazzati, poetessa da sempre che pubblica “suo malgrado” (i casi della vita…) dopo aver scritto con impegno e costanza per decenni. “La botta è partita”, quindi, non è certo il risultato di un’intima esigenza di pubblicazione, e già questo particolare ci fa godere di questa raccolta sotto una luce insolita.
A questo si aggiunga una particolare maestria, una sottile e deliziosa (è il termine esatto) ironia in grado di alleggerire inevitabili problemi e problematiche attraversate nel corso della vita dall’autrice. Oltre l’attenta registrazione di essi, chi è artista può (e in un certo senso deve) offrire qualche chiave di lettura in più al mondo, a chi è disposto – beninteso – ad ascoltarlo. Teresita possiede il dono dello sguardo acuto e al tempo stesso leggero, in grado di esternare pietà e ironia, dolcezza e nostalgia, brio e sagacia.
Ogni verso è un vero e proprio stimolo rivolto al lettore: a calarsi, a “misurarsi” in un modo d guardare alla vita che cerca ogni giorno, coscientemente, di liberarsi dalle catene delle aspettative dovute alla (decisamente falsa) certezza che le verità appartengano ad un solo colore, ad una sola sponda. Il cuore dell’artista sa che non è così, il cuore di questa poetessa continuerà a farcelo notare ancora per tanto, tanto tempo.    

Francesco Sicilia