venerdì 22 febbraio 2013

Televisione sì, televisione no





Continua il dibattito intorno al mezzo televisivo. Stavolta vi proponiamo un punto di vista favorevole a una “certa” televisione. Voi cosa ne pensate? Continuate a postare i vostri commenti e a scriverci in privato, se lo desiderate. Cerchiamo tutti insieme di “capirne un po’ di più”.

63ma edizione del Festival di Sanremo... Fazio inizia dicendo che il Festival è il programma più popolare della televisione italiana e induce il pubblico a riflettere sull'aggettivo "popolare", per alcuni equivalente a "di bassa qualità", a "volgare"; in realtà, dice, "popolare" vuol dire solo "capace di parlare a tutti", che, aggiunge, non è un'operazione facile... e via parte il "Va pensiero" verdiano, anch'essa musica popolare, talmente popolare da essere stata voce fondante del sentimento di unificazione nazionale.
Io adoro il Festival, a prescindere… in un periodo non facile della mia vita, lo elessi a compagno serale, e gli restituisco il favore vedendone, da allora, ogni edizione, bella o brutta che sia (come si fa con le persone che ami davvero, non le smetti di frequentare, al di là delle loro manifestazioni), in un misto tra debito di riconoscenza e piacevolezza "svaghevole".
Le filippiche contro la TV mi puzzano sempre un po’ di snobismo, che significa elevarsi, a torto o a ragione, sul "popolare" nella sua accezione negativa. Io dirò invece una cosa banale: la tv è un mezzo, certamente invasivo, sicuramente istigante alla passività, diversamente dalle superfici interattive offerte dalle nuove tecnologie, in cui comunque l'utente può agire, comunicare, scegliere personali percorsi di ricerca (sebbene con le smart tv di nuova generazione le due modalità tendano a unirsi)... tuttavia anche lì si tratta di come, quanto, perché le si usa, con quanto investimento emotivo e di risorse, considerando che si tratta di un contesto comunque "virtuale", senza sensorialità a tutto tondo ( e questo indubbiamente le rende esperienza limitata e limitante). Tv, pc, mobile tech... sono solo mezzi, da usare criticamente, senza farsi prendere la mano… o l'occhio (nei casi migliori ;-) ). In ogni caso di tv ce n'è di vari tipi e, senza voler citare con i soliti intellettualismi di riserva History Channel, i bei documentari, i programmi "educational" o "on demand", vorrei potermi concedere la libertà di farmi passivamente intrattenere da Dee Jay Tv o dal Festival di Sanremo, senza troppi sensi di colpa o colpevolizzazioni, nonostante sappia che il livello delle canzoni è solitamente basso, la classifica andrebbe letta al contrario e blablabla... però stasera è iniziato con Verdi, mentre la Littizzetto fin dall'inizio ha voluto a tutti i costi dire... culo!

Luisa Patacchini

3 commenti:

  1. Un giusto seguito al mio parere! La Tv è un mezzo che va meglio adoperato, ma aiuta tanti in momenti difficili!! I gusti popolari non vanno denigrati con stupido snobbismo, a volte magari bisogna cercare di farli crescere!! Marisa Russo

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  2. arcangela contessa27 febbraio 2013 18:08

    Ho scelto di entrare in questo discorso, televisione si, televisione no, per un bisogno che mi preme forte: la non consapevolezza del mezzo televisivo. Ognuno può far l’uso che vuole del suo libero arbitrio ed in questa ottica “adorare” un programma televisivo piuttosto che altro, senza però nulla togliere alla legittimità di non vederla affatto, che non è detto significhi essere snob, ne meno che meno ritenere che “popolare” abbia una accezione negativa. Anzi la necessità di parlarne, sviscerarne modalità ed effetti, farlo con senso critico, scaturisce proprio dalla convinzione dell’esatto contrario, dichiarandone altresì il potenziale che oggi, possiamo definire forza, in grado di mettere in pericolo la civiltà stessa .Riconosco che in passato essa ha prodotto ottime trasmissioni e cose per il paese, per le persone; così però debbo riconoscere che oggi, a me appare evidente, non è più così. Anzi dirò di più se nel valutarla assumo il mio genere di appartenenza, mi sento legittimata a chiedere che nelle scuole venga fatto conoscere quello stupendo testo che è IL CORPO DELLE DONNE. Il fatto che io abbia o meno visto san Remo, non lo ritengo rilevante ( non l’ho visto) nell’obiettivo del discorso, cosi come ritengo non lo sia il fatto che io preferisco ascoltare musica, leggere un libro, parlare con amici(da non confondersi con il programma della De Filippi).Non ne faccio solo un discorso di informazioni che vengono o meno date, sulle fonti, sul modo di fornircele, quanto invece piuttosto sulla necessità che proprio per le dimensioni che essa raggiunge (popolare direbbe Luisa) non possiamo esimerci di trovare un modo corale di considerarla, valutarla, come una forza culturale in grado di creare e manipolare pensieri,azioni atteggiamenti modelli e quant’altro.

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  3. Anch'io ho frequentazioni con lettura, musica, condivisione vis-a vis., etc. e non so se sia rilevante nel discorso ;-) però credo sia rilevante non barricarci dietro approcci monocolore. Sulla forza invasiva della TV, lo ribadisco, sono d'accordo, del resto sono decenni, da Postman in poi, che se ne parla, anche se è giusto continuare a farlo in anni in cui la formazione delle menti italiane sembra essersene "infettata" attraverso i suoi aspetti più beceri. A tal proposito la visione nelle scuole de "Il corpo delle donne" potrebbe essere un ottimo decongestionante, perché il problema è proprio lì: non demonizzare il mezzo, semmai formare criticamente le menti.
    Luisa

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