giovedì 9 ottobre 2014
lunedì 6 ottobre 2014
Lunedì Poesia - Enrico Barigazzi
1914
L’autunnale
visione
rosso scuro
ricopre
giardini
viennesi
di fine
impero
notturne
gitane
sfilano nel
fumo
di balli
parigini
in punta di
fiamme
incendiarie
di mondi antichi
ed il tuo
viso
fissato in
una foto
dà colore
alla pioggia
dove oscena
orgia di
piombo
scortica la
terra
dentro
confini
di fossati
aridi
dove il cielo
ha il colore
del fango
occhi perduti
nell’immagine
ferma
di un tempo
andato
smuovono
pensieri
allontanando
la morte
cavaliere di
insulse
bandiere
ancora un
po’, prima
della folle
corsa
verso il
nulla.
Per contattare l’autore: barigazzi.enrico@virgilio.it
La Grande Guerra è stata, nell’immaginario
collettivo, molto più di una devastazione materiale: ha segnato la fine di un “modo”
di intendere la vita, pacifico e aperto all’opulenza. Un processo di odio
innescato su scala planetaria, invece, toglie inevitabilmente sicurezze,
certezze che si stavano consolidando.
Enrico Barigazzi riassume tutto questo in pochi
tratti, in poche “pennellate” dai colori vividi: non manca il ricordo dei
giardini, dei balli, di una certa leggerezza, ma ormai tutto viene cancellato
dalla devastazione.
Nella poesia di Enrico Barigazzi il protagonista sembra essere un soldato, uno
qualsiasi dei milioni mandati a morire per superiore (?) volontà. Ma anche la
poesia, anche questa poesia, pian piano ci aiuta a comprendere che non c’è
nulla di superiore, negli interessi politici ed economici. La vita ha il
diritto – di più, il dovere – di ribellarsi a tali interessi.
Dello stesso autore: Non
dimenticare il vecchio Buk
Per i tuoi racconti brevi, leggi qui il concorso adatto per te!
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venerdì 3 ottobre 2014
A ottobre il nuovo Segnalibro
| (Clicca sulle immagini per ingrandirle) |
Ad ottobre il Segnalibro vi offre:
- racconti di Elisabetta
Mattioli, Annalisa Miceli e Pietro
Rava;
- spazi dedicati alle pubblicazioni
di Pietro Rava («Nostalgia»), Tommaso Mondelli («Lontani
ricordi di un Segretario Comunale»), Maria Cuono («Verso l’orizzonte»),
Elisabetta Mattioli («Nosy»), Claudia Manuela Turco («Lord
Gleen – L’anima di Byron nel cuore di un cane» e «Gleen amatissimo – Il cane
che mi salvò la vita»);
- articoli di Eufemia Griffo e Vito Rizzo;
- news sugli eventi di settembre che si
terranno presso la Libreria L’ArgoLibro ad Agropoli, Salerno
(spazio web dedicato www.largolibro.blogspot.it)
e in altri luoghi;
- informazioni per aderire ai concorsi
aperti a coloro che vogliono essere pubblicati sul Segnalibro (clicca qui) e
sul concorso “IL CANTO DELLA FATA” (clicca qui).
Il Segnalibro offre tantissima visibilità alle tue opere
e moltiplica le occasioni di condivisione.
e partecipa
ai nostri concorsi!
martedì 30 settembre 2014
Gli appuntamenti fissi che si rinnovano
A L'ArgoLibro continuano gli appuntamenti fissi che, ad ogni occasione, si rinnovano grazie ai partecipanti e alle proposte, sempre dinamiche e coinvolgenti.
Vi segnaliamo, in particolare:
- ogni terzo mercoledì del mese il Baratto Libri, lo scambio gratuito dei libri usati;
- ogni giovedì pomeriggio "Cauda Pavonis - Letture ad alta voce": è possibile condividere in librerie le proprie letture, ogni partecipante ha a disposizione due interventi di tre minuti ciascuno.
Per qualsiasi info: largolibro@gmail.com - 3395876415
Ecco le foto del Baratto Libri di settembre. Ad ottobre vi aspettiamo mercoledì 15, a partire dalle ore 17 e 30.
Libreria e Casa editrice L'ArgoLibro - Ad Agropoli in Viale Lazio 16 (adiacente Via Salvo D'Acquisto, zona sud, nei pressi del Centro per l'Impiego).
Vi segnaliamo, in particolare:
- ogni terzo mercoledì del mese il Baratto Libri, lo scambio gratuito dei libri usati;
- ogni giovedì pomeriggio "Cauda Pavonis - Letture ad alta voce": è possibile condividere in librerie le proprie letture, ogni partecipante ha a disposizione due interventi di tre minuti ciascuno.
Per qualsiasi info: largolibro@gmail.com - 3395876415
Ecco le foto del Baratto Libri di settembre. Ad ottobre vi aspettiamo mercoledì 15, a partire dalle ore 17 e 30.
Libreria e Casa editrice L'ArgoLibro - Ad Agropoli in Viale Lazio 16 (adiacente Via Salvo D'Acquisto, zona sud, nei pressi del Centro per l'Impiego).
Non ho avuto mai un dolore che un’ora di lettura non abbia dissipato.
(Charles Montesquieu)
lunedì 29 settembre 2014
Lunedì Poesia - Angela Ambrosini
| "Fuori strada" - Fotografia di Fabio Sercia |
Immota ruggine
Immota ruggine annaspa nell’indaco
gonfio di giugno, là, dalla finestra
la vedi, carcassa d’auto a svellere erbe
e fiori di campo che serica
nuvola pigra sorvola.
E intorno è garrire di grano
e note d’uccelli che scansa
il vento in sordina scrutando
orizzonti da trafiggere prima di sera.
È il gioco di sempre: rincorsa l’orma,
d’infinito il finito si colma.
Ma non per noi.
S’addossa ai vetri la vita,
ai vetri di questa finestra di casa
per vecchi, residence oggi si chiama,
troppo greve è qualche parola.
Dentro, carezza di giugno fluisce
da tavolo a tavolo, da camice a camice,
bianche teste imperlando
senza nuove stagioni.
Inchiodato è il tempo in questa
teca di vite vissute, taciute,
impigliate tra le spine
di tante passioni che pasqua
implorano strozzando paure
e gioie incolori.
Immota ruggine annaspa nell’indaco
gonfio di giugno, qui dentro,
al di qua di questa finestra
la vedi, tu che passeggi là fuori
di luce rapito, incredulo
che di vita si possa piano
morire.
Per contattare l’autrice: angelambrosini@libero.it
Angela Ambrosini ci fa un nuovo, prezioso dono fatto di suono e di sguardo che va
oltre le apparenze. Nemmeno nell’esplosione estiva di giugno manca l’implosione
della vita che declina, a ricordarci che l’esistenza va sempre compresa nel “tutto”,
nell’insieme indice di complessità di cui tener conto.
Lo stile di Angela Ambrosini possiede una spiccata cadenza musicale che si
sofferma sul particolare non necessariamente materiale; così è tutto un
susseguirsi di “insolite” sensazioni, per chi legge, che si ritrova immerso in
atmosfere rarefatte ma al tempo stesso concretissime. La parola poetica può
(tutto) questo.
martedì 23 settembre 2014
"Il cubo di marzapane" ad Agropoli: i video
Sono intervenuti l'autrice Christina Caflisch, i dottori Antonio Parisi e Annalisa Buonomo del Centro Studi Delacato (www.delacato.it), il dottor Giuseppe Salzano.
Il libro è sempre acquistabile presso la Libreria L'ArgoLibro ad Agropoli (in Viale Lazio, 16 adiacente Via Salvo D'Acquisto, zona sud - Infoline 3395876415).
Ecco i link ai video della presentazione (per bloccare la musica in sottofondo, scorrere tutta l'home page del blog e cliccare sul simbolo "Pausa" accanto ai titoli delle canzoni):
Parte 1
Parte 2
Parte 3
lunedì 22 settembre 2014
Lunedì Poesia - Monica Fiorentino
Interno Undici – Poesie haiku
Autrice: Monica Fiorentino
Fronde -
petali
di ciliegio
la primavera
Alba.
Dondola la culla
un angelo
Castelli di rabbia.
Il volo di un gabbiano.
Una lacrima.
Ingorde_
le nostre bocche a cercarsi
di nuovo, ancora
Sogno_
e una piuma cade
dentro me
Ti amo.
Gronda sulla
mia bocca
il tuo nome
Una farfalla
sul bianco
marmo.
È colore
L’arte sottile, lieve e corposa, di Monica Fiorentino, trova l’habitat
ideale anche nel verso breve, grazie al quale l’autrice riesce a fermare le
immagini essenziali davanti agli occhi del lettore. Il tutto è come un film che
viene stoppato quando c’è da concentrare l’attenzione in modo particolare.
Ecco la primavera, l’alba, la rabbia, la
sensualità, argomenti “generali” che vengono trattati con un unico particolare
rivelatore.
Monica Fiorentino è davvero
maestra, in questa capacità particolarissima che va in controtendenza, in un
generalizzato stile di scrittura che tende alla (spesso inutile) abbondanza.
Qui, invece, l’essenziale offre il tempo alla riflessione. Tempo essenziale, affinché
l’arte sia utile.
Della stessa autrice: "Quaderni di haiku"
venerdì 19 settembre 2014
A Rossano Bruno Mautone e il suo saggio dedicato a Rino Gaetano
Sabato 20 settembre alle 17,30 presso il Camping villaggio Pitagora di Rossano(Cosenza), l’Associazione
culturale “Rossano Non Conforme” organizza un convegno per ricordare la figura
del cantautore calabrese Rino Gaetano scomparso tragicamente nel 1981. l’evento
che vuole essere un ricordo su ciò che ha rappresentato per intere generazione
l’artista crotonese, oggi molto seguito anche da un pubblico giovanissimo, vedrà
la presentazione del libro dal titolo “Rino Gaetano-La tragica scomparsa di un
eroe” .
Il libro, scritto dall’avvocato Bruno Mautone, racconta e
svela particolari molto interessanti legati alla figura di Rino Gaetano, al
significato e all’esegesi delle sue canzoni e dei suoi testi, fino alle
agghiaccianti ipotesi relative alla sua tragica morte.
La presentazione del libro sarà preceduta dall’intervento del
Presidente dell’associazione culturale Natale Burro, il quale illustrerà gli
aspetti che legano il cantautore calabrese alla propria terra ed alle proprie
tradizioni, situazioni che vengono descritte anche in alcuni testi di Rino
Gaetano. La serata proseguirà poi con una cena comunitaria organizzata dalla
stessa associazione culturale e con un concerto eseguito da una cover band
locale che si esibirà nel più vasto e più bel repertorio del cantautore crotonese.
Fan di Rino Gaetano e cittadini tutti sono invitati a
partecipare a quest’importante evento che vedrà la nostra Rossano ricordare uno
dei più brillanti artisti che l’Italia abbia mai avuto.
I RACCONTI DI VENER dì - Elisabetta Mattioli
Giacomo e l’orsacchiotto
Giacomo
era un bambino molto viziato; nella sua camera si trovavano numerosi
giocattoli, la maggior parte costava molto, mentre alcuni provenivano da paesi
lontani, glieli portava suo padre che lavorava per un’azienda importante e, a
causa della professione, era costretto a rimanere lontano dalla famiglia per
lunghi periodi.
Il giorno
del suo undicesimo compleanno, il piccolo Giacomo ricevette in regalo un bellissimo
orsacchiotto: sulla confezione compariva il disegno di una foglia d’acero, quell’immagine
gli fece capire che il pacco aveva affrontato un lungo viaggio prima di
giungere a lui, e la nazione di provenienza poteva essere solo il Canada, dove
si trovava il padre.
All’interno
del pacchetto notò la presenza di un biglietto con scritto :
“Tanti
Auguri, Giacomo, ti voglio bene “.
E subito
dopo questa frase c’era la firma del padre rigorosamente scritta a mano, con la
penna in china nera.
“Edoardo
Sartorelli”
Si
trattava della calligrafia paterna; per motivi lavorativi, non era potuto
tornare a casa e portarglielo personalmente.
Giacomo si
sentì invaso da un’improvvisa felicità, aveva ricevuto il suo regalo. In un
primo momento ne fu entusiasta e giocava spesso con l’orsacchiotto.
Qualche
sera, la mamma gli concedeva di portarselo a dormire; nel suo immaginario
abbracciare l’animale, equivaleva ad avere il padre accanto a sé. Quando
andavano a trovarlo gli amici, fingeva che il peluche fosse esattamente come
loro e potesse tirare i calci al pallone.
Giacomo
era molto carismatico, e gli amici stavano sempre al giocoma era abbastanza inquieto
e si annoiava spesso. Trascorso un breve periodo, la sua attenzione cadde su
altri svaghi e alla fine mise l’orsacchiotto, neanche assieme agli altri
giocattoli, ma lo gettò come fosse uno straccio vecchio e inutile, in una
soffitta impolverata.
Povero,
piccolo orsacchiotto… era stato lasciato solo in quel luogo lugubre, immerso
nello sporco e preda di orribili ragni; il suo bel gilet azzurro a scacchi
aveva cambiato colore, i pantaloni grigi si erano strappati, infine la cravatta
poteva essere solo un lontano ricordo dei meravigliosi tempi, di quando era il
balocco preferito da Giacomo e il protagonista nei giochi, con gli altri
bambini.
Si sentiva
affranto, tradito dal viziato padroncino, aspettava solo la sua fine, ormai era
la preda golosa degli insetti e dei topi.
“La vita
insegna a non perdere mai la speranza, quando sembra tutto perduto, capita un evento
piacevole e inaspettato”.
Un giorno,
quando era al colmo della sofferenza, il peluche sentì alcuni passi a lui
conosciuti, uniti a una bella voce femminile, si trattava di una signora… il
cuore del orsacchiotto sobbalzò! Poteva essere la mamma di Giacomo.
“Per quale
motivo era salita in soffitta?”
La donna
si avvicinò a lui, lo riconobbe subito, intenerita lo prese fra le braccia,
portandolo via con sé; con pazienza e amore, lo fece lavare usando un sapone
profumato alla rosa, gli cambiò il vestito, mettendo una cravatta di un bel
rosso acceso. L’orsacchiotto era molto felice, si sentì rinato. La mamma di
Giacomo non raccontò nulla al figlio, ne parlò solo al telefono con il marito.
Il bimbo ascoltò la conversazione e interpretò che, se non avesse trattato bene
il peluche, suo padre sarebbe rimasto per sempre a vivere in Canada e non l’avrebbe
visto mai più.
A quel
punto corse trafelato in soffitta, cercò disperatamente il giocattolo, non
trovandolo, si mise a piangere. Le grida strazianti furono sentite dalla mamma,
intuendo a chi potessero appartenere, la donna salì le scale e raggiunse subito
il bambino: quando vide Giacomo con gli occhi rossi come un coniglio, capì
immediatamente la situazione. Il bimbo fra le lacrime confessò tutto alla
mamma, affermando di essersi pentito, ma non trovava più l’orsacchiotto.
“Come si
comportò la mamma di Giacomo?”
Per un
attimo tenne il segreto, voleva che il figlio imparasse la lezione e che
trattasse bene i giocattoli, era stato troppo viziato, ma a suo avviso, da
quell’esperienza avrebbe finalmente imparato a comportarsi in maniera diversa.
Dopo aver
versato tutte le sue lacrime, Giacomo se ne tornò disperato nella sua camera.
La mamma
lo raggiunse, se lo strinse, baciandolo con tenerezza, infine… prese dal
nascondiglio l’orsacchiotto, confessando al figlio che il padre sarebbe tornato
dal lavoro il giorno seguente e che l’aveva perdonato, per il brutto gesto
commesso. A quel punto il bimbo mostrò alla madre un sorriso radioso, si lanciò
verso di lei, cercando di stringerla con tutta l’energia del suo corpo, e le
giurò che avrebbe cambiato il comportamento a cominciare da quella stessa sera.
“Secondo
voi, il piccolo Giacomo mantenne la promessa fatta alla mamma?”
Il bimbo
imparò la lezione. Quando si diplomò, seguì le orme del padre e andò a studiare
all’estero, portando con sé l’amato orsacchiotto.
Giacomo si
laureò con il massimo dei voti, diventando il miglior zoologo italiano in
Canada, e studiò gli orsi per il resto della vita.
Elisabetta Mattioli ci
dona una nuova, bella favola moderna immersa nella contemporaneità, a
dimostrazione che i sentimenti, i valori, le pulsioni che ci guidano, non
cambiano nel tempo, ciò che cambia è solo la superficie delle cose.
Il protagonista principale, che fa da filo conduttore
della storia, è un orsacchiotto di peluche tutt’altro che inanimato, inerte.
Elisabetta
Mattioli è scrittrice che possiede un tocco particolare, una
scrittura d’ampio respiro che mostra al lettore l’essenzialità della vita, i
guizzi al cuore e le lezioni (piccole e grandi) suggerite dalla saggezza dell’esperienza.
Ogni suo racconto è tesoro preziosoda leggere e condividere.
Della stessa autrice: Il Re Gelo
Scrivi racconti brevi? Questo è il concorso giusto per te. Leggi il bando del concorso
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