domenica 28 ottobre 2012

Un cielo dedicato



Eventi: Succede ad Agropoli (SA)

25 novembre 2012

GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Gli Occhi di Argo propone la V Edizione del Cielo in una Stronza!
Per questo autunno 2012, il nostro Concorso per Micro-racconti umoristici d’amore e disamore dedica la Serata di Premiazione all’emancipazione delle donne.
Utilizzando un linguaggio immediato e coinvolgente come quello dell’umorismo si abbattono, ridendo, clichè e tabù.
Vinceranno gli autori che con ironia liberano la figura femminile da visioni maschiliste e stereotipate.
Noi de Gli Occhi di Argo stiamo organizzando la Serata di Premiazione de Il Cielo in una Stronza come momento piacevole per riflettere insieme.
Siamo stufi di divieti, blocchi psicologici e violenze, Vogliamo donne libere di ridere e di sorridere.
Meglio stronze che male accompagnate!
Nei prossimi giorni vi comunicheremo la data della Serata di Premiazione.

Il cielo in una stronza si fa libro!



retro copertina


fronte disegno di Angela Buccino


- copertina a colori cartoncino 300 gr. plastificata
- 58 pagine interne carta usomano 100 gr.
- disegni a cura di Angela Buccino
- rilegatura in brossura


Ecco l’elenco degli autori inseriti:

Luigi Arena
Victor De Paoli
Maria Teresa Sacco
Antonio Chisari
Laura Vallino
Michele Vaccaro
Anna Rita Lisco
Riccardo Carli Ballòla
Solidea Basso
Vito Rizzo
Flavio Castelli
Samira De Martino
Giacinto Panella
Ornella Zambelli
Domenico Ruggiero
Roberto Sabatini
Maurizio Bardoni
Triptil Pazol
Francesca Aliperta
Valentina Turcutto
Cristina Prina
Silvia Conforti
Rodolfo Marchesi
Lorenza Di Pasquale
Matteo Valenti
Valentina Preti
Riccardo D'Uggento
Federica Flore
Ermanno Crescenzi
Linda Massi
Daniele De Stefano
Barbara Kulaga
Gabriele Peccati
Fabrizio Fontana
Anna Grieco
Alberto Pisapia
Marta Del Malandrino
Viviana Picchiarelli
Aurora S.
Carla Manduca
Giuseppe Acciaro
Roberto Gianolio
Donatella Caristina
Elisa Pignatti
Maria Ambrosio


La domenica di Angela Furcas



«È già domani»: la poetica di Gerardo Masuccio

Sono qui a compitare il Linguaggio degli Dei e a rabbrividire ai versi di Gerardo Masuccio, ed è la memoria di quel genio nascente, intravisto nei libri precedenti  che sovrabbonda in quest’ultimo, a sorprendermi.
Lo vedo riverberare tra le palpebre degli endecasillabi, aperte all’incanto di chi legge, dopo lungo andare in cerca dello stupore: pane celeste di cui non  è mai sazio.
Come pietra arsa, era l’anima mia, in attesa di versi prodigiosi, di vertigini d’acqua e di luce.
È risveglio la Poesia d’immoti sensi, di minuzioso  sfavillar  di sensazioni  da custodire; esiste senza spazio un luogo dentro di lui, che accoglie la Bellezza, sicuro, futuro  bagaglio dell’anima.
Così come, dopo lungo tempo, dimentichiamo nomi e luoghi, ma non quel senso di indicibile felicità vissuta. Restano nei suoi pensieri trame che la poesia ricuce e la quotidianità rivive di splendori ignorati.
Nemica è dei ricordi la fugacità e nulla resta, tutto si cancella se non si guarda con gli occhi dell’anima la vita.
È del poeta il richiamo a cogliere frammenti di bellezza abbandonati, sparsi, tralasciati come vili brandelli, e mai, mai considera esaurita l’attenzione alle mille facce delle cose che noi pensiamo invano di conoscere.
Dov’è la cernita dell’oro scavato a fatica nei percorsi quotidiani se non ne resta traccia sulla carta ignara, avida d’inchiostro che per magia accoglie mondi sconosciuti?
Di tutte le fatiche è l’unica a lasciare un segno ai posteri, a perpetuare visioni dolenti di attimi defraudati della loro regalità e mai reintegrati, noi che dividiamo il tempo,  sprecando la  bellezza della sua unicità.
Quando le cose appariranno ai nostri occhi interiori, come faremo a riconoscere le unità invisibili se non abbiamo fatto mai esercizio di contiguità con cose sempre più piccole, sino a sfumare nell’evanescenza?
E quali cose sono più imprendibili del pensiero che scorre senza posa, ammassando tesori che giudichiamo vili, inutili, privi di senso? Questa che chiamiamo veglia non è atta a comprendere le cose nascoste, non perché lo siano, ma perché la nostra vista è parziale come le nostre finalità.
Ecco a cosa serve la Poesia di Masuccio, di appena vent’anni, accanito studioso, poeta, scrittore e grande osservatore della vita, di quella che si va dispiegando nel suo intimo, nelle relazioni con persone e cose e di quella che lo coinvolge perché nulla gli è estraneo di quel che accade intorno.
Egli ci guida non solo a guardare, ma anche a vedere… ch’è già domani, nella sua Poesia, come piccola o grande ipoteca sul futuro, dipende da noi.
                                                                                                       
                                                             Angela  Furcas

venerdì 26 ottobre 2012

Lunedì Poesia: un appuntamento settimanale con la poesia



È indetto il Concorso on line Lunedì poesia.
La partecipazione al Concorso è gratuita. Si partecipa con testi inediti.
Solo per le poesie selezionate è previsto un contributo di euro 15,00.
Le poesie selezionate verranno inserite in questo blog, sia nell'home page sia in un'apposita sezione ("Lunedì Poesia") man mano arricchita con i testi di tutti i partecipanti.
Inoltre, ogni testo pubblicato riporterà una breve recensione critica a cura della redazione e il contatto e.mail dell'autore.
Ogni lunedì saranno inserite nuove poesie in questo blog e nel mese di gennaio 2013 tutte le poesie selezionate saranno pubblicate in un’antologia cartacea impreziosita da recensioni, commenti, immagini originali, testi dedicati, codice ISBN.
Non c’è nessun obbligo di acquisto dell’antologia Lunedì poesia.

Per partecipare basta inviare a occhidiargo@hotmail.it la propria poesia accompagnata dalla seguente dicitura:

“Dichiaro e garantisco che l’Opera … è di mia creazione esclusiva e di averne la piena disponibilità, nonché la titolarità esclusiva di tutti i diritti alla stessa inerenti, autorizzo l’inserimento e l’uso di questa Opera su tutto il materiale divulgativo evidenziato nel bando Lunedì poesie (blog e antologia)”.
L'oggetto della e.mail deve essere: Lunedì Poesia.
Gli autori delle sole poesie scelte saranno contattati via e.mail.


Guarda anche: I Racconti di Vener Dì

Verso Samhain





Gli antichi chiamavano Samhain il capodanno celtico, che è passaggio, soglia, conclusione e inizio.
È conclusa la stagione del verde e inizia la vita del seme, il suo tempo nella terra prima della sua futura vita di pianta.
Samhain è il tempo dell'ultimo raccolto, degli ultimi frutti, i più dolci e ricchi che ci sosterranno nel lungo inverno.
Ed è l'inizio dell'attesa, del tempo interiore della preparazione, del buio. Il tempo in cui i semi dimorano nella terra quieta.
È il buio da cui tutto ha inizio, il silenzio da cui sorgerà la prima vibrazione, quel vuoto iniziale che deve essere, perché possa compiersi la nascita.
Tempo prezioso e necessario. Tempo di riposo e di ascolto silenzioso.
Ma è anche il tempo in cui ricordiamo coloro che ci sono stati cari e che ora non ci sono più, soglia di questo passaggio, del limitare tra vita, morte e vita, Samhain è porta aperta fra le dimensioni del tempo e delle esistenze.
È anche il mese delle zucche e di Halloween, quindi Samhain ha anche una connotazione fiabesca.
Da questi temi nasce questo e-book col contributo degli autori del multiblog Memorie di una Geisha, che ringrazio per la calorosa partecipazione.
Eufemia Griffo

Clicca qui per leggere/scaricare l’e-book